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Le linee ferroviarie |
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ALLA RICERCA DELLA SICIGNANO - LAGONEGRO |
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Chiusa nel 1987 per consentire l'elettrificazione della linea Battipaglia - Potenza, la ferrovia Sicignano degli Alburni – Lagonegro, non è stata mai riattivata sebbene ufficialmente non risulti neanche soppressa. Tanti sono stati i progetti presentati per la sua riattivazione, sia come ferrovia per i numerosi pendolari del Vallo di Diano, sia come ferrovia turistica a servizio del Parco Nazionale del Cilento. Ma nonostante ciò sono quasi vent'anni che a tali progetti non viene dato alcune seguito. La linea in questione attraversa il Vallo di Diano, affiancando in quasi tutto il suo percorso l’Autostrada Salerno – Reggio Calabria e la statale del Vallo di Diano. Il percorso parte da un bivio, denominato Bivio Sicignano, posto a 1+677 km dalla stazione di Sicignano degli Alburni, lungo il tratto Sicignano – Buccino della linea Battipaglia - Potenza e si svolge quasi del tutto in provincia di Salerno, sconfinando in Basilicata soltanto con il suo capolinea estremo, cioè Lagonegro. |
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Indice |
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![]() Planimetria della linea |
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Di una ferrovia che attraversasse il Vallo di Diano si inizia a parlare nella seconda metà dell'800 dopo la costruzione di quella da Salerno per Reggio Calabria. Diversi progetti, infatti, consideravano prioritario realizzare una dorsale interna che collegasse Campania e Calabria attraverso le (poche) vallate interne. Fu così che si scelse di realizzare una tratta che, partendo da un bivio poco dopo la stazione di Sicignano, con un percorso non troppo tortuoso, conducesse nel Vallo di Diano, proseguendo poi per Lagonegro e da lì fino a Castrocucco dove la linea si sarebbe dovuta congiungere alla linea tirrenica. Il 30 dicembre del 1886, venne completato il primo tronco fra Sicignano degli Alburni e Sala Consilina. Il servizio regolare affidato alla Rete Mediterranea cominciò così con due corse giornaliere (un misto ed un omnibus) affidate a convogli formati da una locomotiva del gruppo 320 trainante due o tre vetture. Negli anni seguenti i lavori continuarono ed il 25 maggio 1887 il treno giunse alla stazione di Sassano - Teggiano. Un ulteriore tronco fino a Casalbuono venne inaugurato il 3 novembre 1888 mentre solo il 16 maggio 1892 la ferrovia arrivò a Lagonegro. Qui i lavori si interruppero anche in considerazione delle difficoltà incontrate per la natura franosa dei territori che avrebbe dovuto incontrare. Pochi anni dopo il progetto originario fu variato e si iniziarono i lavori per una linea a scartamento ridotto fra Lagonegro e Spezzano Albanese che maggiormente rispondeva alle limitate esigenze delle popolazioni locali. Il 25 maggio 1892 la linea venne inaugurata interamente. Lunga 78,247 km, essa contava originariamente sulle seguenti stazioni: Galdo, Petina, Auletta, Polla, Atena, Sala Consilina, Sassano-Teggiano, Padula, Montesano-Buonabitacolo, Casalbuono, Lagonegro. Era inoltre presente un casello al km. 22,140 sul luogo ove poi sarebbe sorta la stazione di Pertosa, adibito a posto di movimento ove potevano effettuarsi incroci. Il numero di coppie di treni giornaliere inizialmente fu di tre (due misti ed un omnibus) per una percorrenza minima di circa 3 ore e mezza. Era inoltre presente un servizio merci quotidiano. Nel 1905 la gestione passò dalla Rete Mediterranea alle Ferrovie dello Stato che affidarono il traino dei convogli alle locomotive del gruppo 215. I convogli passeggeri aumentarono a 4 coppie giornaliere sebbene i tempi di percorrenza non variassero di molto. Nel 1906 venne realizzata ed attivata, sul luogo di un preesistente casello, la fermata di Casaletto Spartano-Battaglia, ubicata in una frazioncina lungo la statale 19 lontana dai due centri abitati. Negli anni '20 entrarono in funzione le locomotive del gruppo 290 che consentirono di abbassare i tempi di percorrenza dell'intera linea a circa 3 ore. Alle stesse locomotive era affidato anche il servizio merci che nel frattempo era diventato di tre coppie giornaliere. Nel 1936, sul luogo del posto di movimento al km. 22,140, venne realizzata la stazioncina di Pertosa, raggiungibile solo attraverso un sentiero che parte dalle famose grotte, a servizio dei contadini della zona. Nel 1938 entrarono in servizio le "littorine", automotrici leggere del tipo ALb 56 che consentirono una notevole riduzione dei tempi di percorrenza che scesero a meno di 2 ore. Grazie a ciò le corse viaggiatori giornaliere passarono a cinque di cui una affidata ancora al vapore. Nel 1939 venne realizzata una nuova fermata denominata Castelluccio, ubicata tra Sicignano e Galdo. Con l'inizio della seconda guerra mondiale, le "littorine" vennero abbandonate per far ritorno alla trazione a vapore: vennero così immesse in servizio le locomotive del gruppo 625, fra le più longeve della storia ferroviaria italiana. Nel 1954 sia Pertosa che Castelluccio vennero declassate a fermate presenziate. Nel 1956 tornarono in servizio le littorine del tipo ALn 56, poi ALn 556, aumentando il numero di corse giornaliere a sei. Contemporaneamente vennero introdotte alcune locomotive del gruppo 835 utilizzate per manovre in alcune stazioni (Polla e Lagonegro) fino alla fine degli anni '60. Gli inizi degli anni '70 videro gli ultimi utilizzi dell'unica locomotiva del gruppo 625 (la 625.042) per treni postali e/o merci, mentre dal 1973 vennero introdotte le nuove D341 per i treni postali e/o merci. A metà degli anni '70 le corse giornaliere viaggiatori salirono a sette compreso un servizio diretto fra Lagonegro e Salerno (2 ore e 25 minuti la percorrenza). Nel 1976 Castelluccio, Pertosa e Casaletto divennero fermate impresenziate. Alla fine degli anni '70 il servizio venne interrotto tra Casalbuono e Lagonegro a causa di alcune frane verificatesi nella zona di Casaletto. Si resero necessari pertanto dei lavori di consolidamento di alcune gallerie che consentirono il ripristino del servizio fino a Lagonegro nel 1981. Anche il casello di Casaletto venne abbattuto e sostituito da un semplice maricapiede con una pensilina. Nel 1982 vennero immesse in servizio le nuove ALn 668 del gruppo 1800 che sostituirono le littorine. I convogli vennero realizzati con una tripla di ALn 668 e passarono da 7 ad 8 coppie giornaliere con l'immissione anche di un servizio diretto fra Napoli e Lagonegro. L'immissione dei nuovi convogli fu possibile anche grazie ai notevoli lavori di ammodernamento che vennero realizzati alla linea quali l'allungamento dei marciapiedi delle stazioni, la sostituzione delle rotaie da 36 kg/m con quelle da 60 kg/m ed il consolidamento di ponti, gallerie e massicciate. Furono inoltre gettate le basi per la realizzazione del CTC (Controllo Traffico Centralizzato) che avrebbe dovuto sostituire la Dirigenza Unica, ma mai entrato in funzione. Nel 1986 la linea Battipaglia-Potenza venne chiusa per consentirne l'elettrificazione. Fino al settembre di quell'anno la linea per Lagonegro continuò a funzionare regolarmente, poi iniziarono ad entrare in funzione i primi servizi automobilistici sostitutivi. Nel marzo del 1987 anche la Sicignano-Lagonegro venne chiusa al traffico viaggiatori ed autosostituita. Fino ad aprile transitò ancora qualche convoglio merci. A maggio del 1987 transitò sulla linea l'ultimo treno, un convoglio straordinario fra Atena e Polla trainato da un locomotore diesel e comprendente anche la 835.205, locomotiva che venne poi lasciata a Polla per essere monumentalizzata: in realtà la locomotiva venne accantonata su un binario della stazione di Polla ove ancora oggi giace in stato di estremo abbandono. Secondo il progetto originario la linea avrebbe dovuto essere anch'essa elettrificata, ma nessun lavoro venne mai avviato. Il 31 marzo 1994 la Battipaglia-Potenza, completati i lavori di elettrificazione, venne riaperta al pubblico. La Sicignano-Lagonegro rimase invece chiusa e completamente isolata dal resto della rete, visto che il bivio Sicignano venne "segato" e tale continua a rimanere a tutt'oggi. Di lavori la linea non ne ha mai visti. Eppure essa aveva una buona frequentazione attraversando centri importanti come Polla e Sala Consilina, nonché aree a buona vocazione turistica come Pertosa (centro importante per le sue bellissime grotte) e Padula (arcinota per la sua imponente Certosa). Con una buona integrazione treno+bus avrebbe potuto costituire una validissima alternativa al caotico traffico dell'autostrada Salerno-Reggio Calabria. Invece le autocorse sostitutive, ancora oggi esistenti, sono andate a sovrapporsi ai servizi di autobus già esistenti fra Salerno ed i centri del Vallo di Diano, intasando ulteriormente la già trafficata autostrada (che tra l'altro detiene un buon record di incidenti anche a causa dei suoi eterni cantieri). Diverse volte si è parlato dell'utilità della linea (i convegni in zona si sono sprecati), gli stessi enti locali (Comuni, Provincia e Regione) si sono spesso espressi a favore del ripristino in tempi brevi della ferrovia, ma finora nulla è stato fatto. In pratica, non è mai stato chiaro a nessuno il perché della mancata riapertura della linea (tranne, forse, per chi gestisce i servizi sostitutivi...). |
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Un convoglio straordinario con
alla testa la 625.042 nei pressi di Galdo nel 1974 |
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Come detto la linea partiva da un punto ubicato ad oltre 1,5 km dalla stazione di Sicignano lungo la linea per Potenza in direzione Buccino. Da qui il binario con un'ampia curva attraversa il fiume Tanagro per portarsi sulla sponda opposta dove con una serie di gallerie e arditi ponti giunge alla fermata isolata di Castelluccio. Da qui la linea continua il suo percorso sempre con diverse gallerie e ponti fino a giungere parallela alla statale 19 ove è ubicata la stazione di Galdo. La linea prosegue poi sempre parallela alla strada fino a toccare la stazione di Petina, anch'essa isolata e lontana dal paese. Dopo aver attraversato alcune galleria, la linea si distacca dalla statale per risalire lungo il colle sottostante l'autostrada Salerno - Reggio Calabria, toccando la stazione di Auletta, ancora una volta isolata e lontana dal centro abitato. Con un'ampia curva, la ferrovia sottopassa due volte l'autostrada per raggiungere l'area sovrastante le Grotte di Pertosa ove è la fermata di Pertosa, raggiungibile solo tramite sentiero. Dopo Pertosa la ferrovia entra finalmente nel Vallo di Diano e in zone maggiormente abitate. La linea tocca anzitutto la stazione di Polla, nel centro cittadino. Da qui la linea prosegue in maniera abbastanza rettilinea toccando le stazioni di Atena Lucana, Sala Consilina, Sassano - Teggiano, Padula e Montesano - Buonabitacolo. Da qui la linea ricomincia ad affrontare alcune asperità, iniziando nuovamente a salire per toccare la stazione di Casalbuono dopo alcune gallerie. Si continua ancora tra ponti e gallerie fino a toccare la fermata di Casaletto - Battaglia, nel punto più alto della linea (650 metri di altitudine). Dopo diverse gallerie, la linea giunge al suo capolinea alla stazione di Lagonegro. |
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![]() Uno dei tanti caselli della linea, spesso posizionati in luoghi quasi inaccessibili |
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Nei diversi sopralluoghi espletati a partire dal 2002 sia da noi che da nostri amici, abbiamo avuto modo di verificare lo stato attuale della linea. Come già detto essa è scollegata dalla ferrovia Salerno - Potenza ma in realtà il ripristino del bivio è semplice visto che il binario non è stato rimosso, ma solo segato per qualche metro. Il primo tratto della linea, quello che dal Bivio Sicignano conduce a Polla risulta invaso dalla vegetazione per buona parte dello stesso. Le stesse stazioni risultano talvolta sommerse dai rovi come è il caso di Petina o di Auletta, quest'ultima "ingoiata" da una sorta di giungla, ma a parte questo il binario è percorribile. Per quanto concerne le strutture dei fabbricati viaggiatori, ove non si è provveduto a sigillare gli ingressi (Galdo, Petina fino al 2002, Auletta), il vandalismo e l'incuria hanno creato danni non indifferenti. Vanno infine verificati i diversi ponti, viadotti e gallerie che in questo tratto sono parecchi. A prima vista, per quelli che abbiamo potuto percorrere, non sembrano aver subito danni alle strutture. Diversi danni alla linea sono stati invece provocati a partire dal 2005 dai lavori per l'allargamento dell'Autostrada Salerno - Reggio Calabria. In particolare nell'area della stazione di Galdo i binari sono stati invasi da grosse quantità di terra e detriti, buttati giù dai cantieri dell'autostrada. Addirittura appena prima di entrare nella stazione di Galdo, per consentire di raggiungere un cantiere autostradale, è stata costruita una rampa di terra e cemento direttamente sul binario. Certo non si tratta di danni irreparabili, ma il problema è anche capire perché l'Autostrada non ha ripristinato lo stato dei luoghi come erano prima dei lavori. Il tratto da Polla a Montesano-Buonabitacolo si svolge quasi interamente in pianura e lungo la statale 19 per cui il binario risulta quasi sempre sgombro. In genere sono gli stessi comuni a tenere pulita la sede ferroviaria considerato che essa si trova spesso in pieno centro abitato. Anche le stazioni sembrano aver risentito solo in parte della vegetazione infestante, mentre il vandalismo è stato notevolmente inferiore al primo tratto esaminato, forse perché le stazioni risultano tutte all'interno di aree abitate e non sperdute fra i monti. L'ultimo tratto, quello fra Montesano-Buonabitacolo e Lagonegro, ritornando fra le montagne, risulta nuovamente invaso da una vegetazione infestante (la fermata di Casaletto - Battaglia è praticamente scomparsa). Ma il problema più grosso di questo tratto sono soprattutto le gallerie ed alcuni ponti. Già alla fine degli anni '80 vi furono dei cedimenti in gallerie che determinarono la chiusura del tratto per alcuni anni. Oggi è difficile stabilire, in assenza di manutenzione, quali siano le condizioni delle gallerie, fra le quali ve n'è anche una (galleria Pertusata tra i km. 71,538 e 72,562) che supera i 1000 metri. Anche alcuni ponti in ferro (al km. 65,200 ad esempio) presentavano problemi alla travatura già prima della chiusura della linea tanto da imporre ai convogli che l'attraversavano una velocità massima di 10 km/h. |
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![]() La piattaforma girevole nella stazione di Lagonegro |
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Non è ancora chiaro quale sarà il futuro di questa ferrovia. I progetti ormai si sprecano partendo anche dal fatto che la linea non è mai stata ufficialmente soppressa ed il binario è ancora presente lungo tutta la tratta, sebbene invaso dalla vegetazione e, su qualche passaggio a livello, dall'asfalto. Diversi sono gli studi di fattibilità effettuati dalla Regione Campania su un riutilizzo della linea. Un altro progetto prevede la riapertura solo del tratto tra Polla e Montesano come ferrovia turistica a servizio del Parco Nazionale del Cilento. Una cosa è certa: la ferrovia non sarebbe così inutile soprattutto tenendo presente che ogni giorno centinaia di autobus si riversano dai paesi del Lagonegrino e del Vallo di Diano sulla Salerno - Reggio Calabria intasando ulteriormente il traffico su gomma da e verso Salerno. E d'altronde quando la ferrovia era aperta viaggiavano anche convogli composti anche da 4 ALn668, segno che i viaggiatori erano presenti. Certo una riapertura della ferrovia comporterebbe diversi costi da affrontare per risistemare soprattutto gallerie e ponti, abbondanti soprattutto nell'ultimo tratto. Si potrebbe pertanto considerare il ripristino solo delle fermate con maggior numero di viaggiatori, creando una buona integrazione coni servizi su gomma e limitando magari il servizio a Montesano se i costi di ripristino delle successive gallerie fino a Lagonegro fossero davvero alti. Altro discorso merita l'importanza del turismo in queste zone: la linea passa per due siti che presentano un ottimo flusso turistico durante tutto l'anno, ossia le Grotte di Pertosa e la Certosa di Padula. A questi vanno aggiunti altri siti con buone possibilità di sviluppo turistico quali il centro storico di Auletta, la bellissima Polla, il centro antico con l'antiquarium di Atena Lucana, Sala Consilina con il suo museo ed il particolare Battistero di San Giovanni in Fonte, Teggiano conosciuta come città-museo, la valle delle orchidee di Sassano e così via. Tutto ciò costituisce una valida ragione affinché questa ferrovia venga riaperta al più presto. |
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Nel corso dei diversi sopralluoghi abbiamo realizzato molte immagini della situazione attuale della linea. Esse vengono riportate nelle pagine che seguono con le relative schede ed eventuale materiale d'archivio. |
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Per informazioni e contatti: info@lestradeferrate.it |
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