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Stazione di CASALBUONO (Sa)

Ferrovia Sicignano degli Alburni - Lagonegro

Storia e descrizione del sito

Dopo Montesano la linea comincia a salire ed entrare in un'area montuosa. E difatti la stazione di Casalbuono sorge subito dopo una galleria. Il FV è a due piani e dai cancelli possiamo scorgere l’interno del piano terra dove tutto è quasi in ordine senza grossi atti di vandalismo. I due binari, separati dall’immancabile marciapiedi passeggeri, sono puliti, senza tracce di vegetazione. L'edificio è quasi al centro del paese e quindi risultava molto frequentato nel passato. Per un periodo a cavallo fra la fine degli anni '70 e l'inizio degli anni '80, Casalbuono fu anche capolinea dei servizi per Sicignano a causa dell'interruzione per frane di alcune gallerie fra questo centro e Lagonegro.

Dati tecnici

  • Situazione del sito: inutilizzata dalla chiusura della linea (marzo 1987)
  • Centri abitati serviti: Casalbuono (in loco)
  • Altitudine: 572 m. sul livello del mare
  • Distanza da Sicignano: 64,661 km
  • Distanza da Lagonegro: 13,586 km
  • Numero binari passanti di stazione: 2 per il servizio viaggiatori
  • Altri binari in stazione: nessuno
  • Accessibilità: ottima; stazione segnalata
  • Parcheggio auto: piazzale in loco
  • Trasporti pubblici per i centri abitati: fermata bus locali sulla statale
  • Possibilità di sviluppo futuro: Buone le prospettive future di sviluppo per questa stazione in caso di riapertura della linea. La distanza da Salerno, infatti, fa preferire il treno all'autobus. Una buona integrazione con il trasporto su gomma aumenterebbe ancora il traffico viaggiatori.

Turismo

Casalbuono, chiamato Casalnuovo fino al 1863, si trova nella parte più a sud del Vallo di Diano, poco prima dei confini con la Basilicata.Il paese, il cui nucleo originario è situato sulla sommità della collina dalla quale si domina l’antico tracciato della via consolare, fu probabilmente fondato nel 915 dai profughi del centro romano di Cesariana, scampati alle incursioni dei Saraceni. Sul casale, che appartenne inizialmente alla Badia benedettina di Santa Maria di Cadossa, esercitò a lungo i diritti feudali l’abate del Monastero che aveva, tra l’altro, anche la giurisdizione civile e penale e i cui soprusi furono più volte causa di ribellione da parte degli abitanti. Allorché, nel corso del XV secolo, la Badia di Cadossa perdette molta della sua autorità feudale ed ecclesiastica, il casale passò in mano a feudatari laici, diventando proprietà di varie famiglie succedutesi nel dominio del paese e spesso in contrapposizione alla stessa autorità di Cadossa. Proprietà di Guglielmo Sanseverino, conte di Capaccio, nel 1496 il feudo pervenne, poi, ad Antonio de Cardona, per volontà di Federico d’Aragona, quando furono confiscati i beni della famiglia dei Sanseverino. Nel corso del XVI secolo si avvicendarono alla guida del paese: il marchese di Padula, il conte di Culisano, il duca di Monteleone, Antonio d’Aragona, Giovanni Antonio Salernitano e, infine, i Claps, che esercitarono i diritti feudali sul casale fino al 1718, quando il feudo venne ereditato da Agnello Di Stefano, la cui famiglia dimorò nel castello fino agli inizi del secolo scorso. Da vedere: le Chiese: parrocchiale di S. Maria delle Grazie - già S. Maria della Piazza (XII sec.), dell’Addolorata. I ruderi del Castello, noto come Palazzo del Barone. Il Centro Storico. Il Santuario di S. Maria della Consolazione (XVIII sec.). Il Ponte del Re. Il Bosco della Cerreta. La Sorgente Tasso.

Le immagini

L'esterno della stazione

Veduta della stazione

La stazione con lo scalo merci

Il tronchino per lo scalo merci

La galleria che conduce verso Montesano

Veduta della stazione nel 2003

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