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Stazione di MONTESANO SULLA MARCELLANA - BUONABITACOLO (Sa)

Ferrovia Sicignano degli Alburni - Lagonegro

Storia e descrizione del sito

La stazione sorge nella frazione di Montesano scalo, sorta all'indomani dell'inaugurazione della linea. Anche se i due centri abitati che danno il nome alla stazione risultano lontani, il traffico ferroviario era buono in quanto anche la frazione è molto grande. Nel 2003 trovammo le porte sprangate del FV senza traccia di vandalismi ma anzi c’era ancora il foglio orario appeso, i marciapiedi ed i binari puliti, l’erba delle aiuole rasata, i semafori al loro posto come i pali delle luci con tanto di neon. Nell'ultimo sopralluogo di ottobre 2006 gli interni del fabbricato viaggiatori apparivano vandalizzati, la vegetazione spontanea faceva capolino in diversi posti, ma tutto sommato la situazione è ancora sotto controllo. Il fabbricato affianco a quello viaggiatori è stato trasformato in un bar ristoro riportando la vita in questa stazione. Tutta la linea che attraversa la cittadina è pulita e ben tenuta. Davvero una meraviglia.

Dati tecnici

  • Situazione del sito: inutilizzata dalla chiusura della linea (marzo 1987)
  • Centri abitati serviti: Montesano scalo (in loco); Montesano sulla Marcellana (9 km); Buonabitacolo (5 km) 
  • Altitudine: 485 m. sul livello del mare
  • Distanza da Sicignano: 55,514 km
  • Distanza da Lagonegro: 22,733 km
  • Numero binari passanti di stazione: 2 per il servizio viaggiatori
  • Altri binari in stazione: diversi tronchini per lo scalo merci
  • Accessibilità: ottima; stazione segnalata
  • Parcheggio auto: piazzale in loco
  • Trasporti pubblici per i centri abitati: fermata bus locali e regionali sulla statale
  • Possibilità di sviluppo futuro: Buone le prospettive future di sviluppo per questa stazione in caso di riapertura della linea. La distanza da Salerno, infatti, fa preferire il treno all'autobus. Una buona integrazione con il trasporto su gomma aumenterebbe ancora il traffico viaggiatori.

Turismo

Montesano è il centro abitato situato alla maggiore altitudine tra quelli del Vallo di Diano. L’origine del paese - luogo di insediamenti umani fin dall’antichità per la sua posizione geografica ed il ruolo di indispensabile snodo viario con le colonie della Magna Grecia - va, comunque, fatta risalire al X secolo quando, per sfuggire alla malaria e alle incursioni saracene, gli abitanti della zona si spinsero sulle alture per ricercare siti più salubri e sicuri. Il toponimo Montesano, cui nel 1861 si aggiunse la specificazione “sulla Marcellana”, indica chiaramente i motivi che determinarono l’insediamento iniziale. Di periodo medioevale è il castello, risalente all’anno 1086 circa, data in cui la fortezza ed il basiliano Monastero di Cadossa vennero entrambi donati dal conte Ugo d’Avena all’abate benedettino di Cava dei Tirreni. Nonostante l’esiguità di documentazione medioevale e rinascimentale, si sa, comunque, che dal XIII secolo il casale fu amministrato da feudatari laici, a partire da Annibaldo di Trasmundo al quale, nel 1269, fu donato il feudo di Montesano da Carlo I d’Angiò.Nel 1337 il castello fu venduto al principe Guglielmo Sanseverino, la cui famiglia esercitò il proprio potere sul paese fino agli inizi del XVI secolo. Fu inglobato nel Demanio Regio alla fine del Cinquecento e, successivamente, altri feudatari si avvicendarono alla guida del paese (i Gerbasio, gli Ambrosino, i Minutolo, i Novellino), finché, nel 1636, il feudo di Montesano venne acquistato dalla Certosa di Padula, che aveva già incorporato nel 1514, ad opera di Leone X, il Monastero di Cadossa. Libero comune dal 1771, Montesano presenta una ricca rete idrica naturale, tra cui le acque della sorgente Santo Stefano, oggi sapientemente utilizzate anche a scopi terapeutici. Da vedere: Cattedrale di S. Anna (XX sec.) costruita da Filippo Gagliardi sul modello della Cattedrale di Caracas. Le Chiese di: S. Andrea, Nuova o dell’Assunta (1718). Il Castello (1086). I Palazzi: Gerbasio, Cestari, Passatelli, Abatemarco.Fuori dal centro abitato: Abbazia di Cadossa (X-XI sec.), Convento dei Cappuccini (XVI sec.), Le Chiese di: S. Angelo, di S. Maria di Loreto (XVII sec.). Museo entomologico e botanico. Foresta Cerreta (parco faunistico). Le Sorgenti Eliceto - Cantari (nei pressi delle Terme). I laghi: Cessuta, Magorno (di età pleistocenica).

Buonabitacolo fu fondato nel 1333 da Guglielmo San Severino, signore di Padula, Sanza e Policastro, figlio di Tommaso, conte di Marsico, fondatore della Certosa di Padula. L’atto di fondazione fu stipulato durante il regno di Roberto D’Angiò, nel Palazzo S.Giacomo a Padula, alla presenza del giudice Silvestro Pellegrino, il notaio Pietro Vulcano di Padula e di alcuni testimoni. La fondazione fu concessa a tre casalbuonesi (Giovanni Di Gemma, Nicola o Cola Di Filippo, Ruggero De Bona) disposti a stabilire per sé e per i loro discendenti la dimora nella terra concessagli. Tale trattamento, inoltre, era accordato a chiunque altro avesse intenzione di prendervi dimora. Guglielmo impose il nome alla fondazione chiamandola Buonabitacolo, per la salubrità dell’aria e perché lontana dalle paludi infette che dilagavano nel Vallo di Diano. L’Atto notarile fu redatto in duplice copia, una delle quali restò al San Severino e l’altra fu messa a disposizione dei tre fondatori e dei successivi eredi. Nell’atto furono stipulati “patti e condizioni” che dovevano regolare la vita dei cittadini del nuovo casale ed i rapporti con i paesi confinanti.
Buonabitacolo rimase sotto il dominio dei Sanseverino per tutto il resto del secolo. Nel 1407 re Ladislao spogliò dei feudi Ottaviano Sanseverino perché gli si era ribellato e li concesse a all’armigero Russo de Specchio, in cambio dei servigi da lui resi alla corona. In tale occasione furono stabiliti i confini e riaffermata l’autonomia del Casale.
Nel 1505 Buonabitacolo fu concesso dal re Ferdinando il Cattolico al nobile Antonio De Cardona, da questo nel 1564 fu venduto a Nicola Grimaldi, principe di Salerno e successivamente ai D’Avalos (nella chiesa della S.S. Trinità una lapide del 1646 ricorda il loro dominio su Buonabitacolo).
Il 23 settembre 1645 si effettuò, con la debita formalità, la vendita di Padula e di Buonabitacolo da Diego Avalos alla Certosa di Padula. Gli abitanti si sono distinti per svariate attività. Tra i personaggi più illustri occorre ricordare: i vescovi Niccolò Spinelli e Nicola De Martino, il famoso pittore Francesco De Martino ed il giurista Francesco Brandileone
Da vedere: La chiesa della Santissima Trinità, recentemente restaurata, rappresenta oggi l’unico segno del convento dei frati francescani conventuali; vi è ospitato un pregevole dipinto ad olio eseguito dal pittore pugliese Orazio Iacobotta da Spinazzola. La chiesa della Santissima Annunziata, recentemente restaurata, ospita una icona, detta “cona”secondo l’uso locale, in legno intagliato e policromo raffigurante l’Annunciazione. La cappella di Santa Maria degli Angeli è una singolare fondazione del primo Settecento a pianta quadrata con un portico a due piani. Stucchi barocchi ed affreschi si trovano nella cappella di San Domenico che, oltre ad un crocefisso ligneo del Settecento, ospita un pregevole pulpito in legno. Il palazzo baronale Picinni Leopardi. Edificio del tutto certosino, costruito ed usato da chi vigilava sugli interessi economici della Certosa di San Lorenzo, è la Grancia, un maestoso palazzo che ancora oggi conserva intatti l’antico cortiletto, la scala e le altre poche opere in pietra da taglio, tra le quali il portone.

Le immagini

L'esterno della stazione

L'interno della stazione con in fondo il bar pasticceria

La facciata del fabbricato viaggiatori

Veduta della stazione

I pali dei segnali luminosi

Lo scalo merci

Veduta della stazione nel 2003

Il casello al km. 55+671 nei pressi della stazione

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