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Le stazioni |
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Stazione di MONTESANO SULLA MARCELLANA - BUONABITACOLO (Sa) Ferrovia Sicignano degli Alburni - Lagonegro |
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Storia e descrizione del sito |
La stazione sorge nella frazione di Montesano scalo, sorta all'indomani dell'inaugurazione della linea. Anche se i due centri abitati che danno il nome alla stazione risultano lontani, il traffico ferroviario era buono in quanto anche la frazione è molto grande. Nel 2003 trovammo le porte sprangate del FV senza traccia di vandalismi ma anzi c’era ancora il foglio orario appeso, i marciapiedi ed i binari puliti, l’erba delle aiuole rasata, i semafori al loro posto come i pali delle luci con tanto di neon. Nell'ultimo sopralluogo di ottobre 2006 gli interni del fabbricato viaggiatori apparivano vandalizzati, la vegetazione spontanea faceva capolino in diversi posti, ma tutto sommato la situazione è ancora sotto controllo. Il fabbricato affianco a quello viaggiatori è stato trasformato in un bar ristoro riportando la vita in questa stazione. Tutta la linea che attraversa la cittadina è pulita e ben tenuta. Davvero una meraviglia. | |
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Dati tecnici |
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Turismo |
Montesano è
il centro abitato situato alla maggiore altitudine tra quelli del Vallo
di Diano. L’origine del paese - luogo di insediamenti umani fin
dall’antichità per la sua posizione geografica ed il ruolo di indispensabile
snodo viario con le colonie della Magna Grecia - va, comunque, fatta
risalire al X secolo quando, per sfuggire alla malaria e alle incursioni
saracene, gli abitanti della zona si spinsero sulle alture per ricercare
siti più salubri e sicuri. Il toponimo Montesano, cui nel 1861 si aggiunse
la specificazione “sulla Marcellana”, indica chiaramente i motivi che
determinarono l’insediamento iniziale. Di periodo medioevale è il castello,
risalente all’anno 1086 circa, data in cui la fortezza ed il basiliano
Monastero di Cadossa vennero entrambi donati dal conte Ugo d’Avena all’abate
benedettino di Cava dei Tirreni. Nonostante l’esiguità di documentazione
medioevale e rinascimentale, si sa, comunque, che dal XIII secolo il casale
fu amministrato da feudatari laici, a partire da Annibaldo di Trasmundo al
quale, nel 1269, fu donato il feudo di Montesano da Carlo I d’Angiò.Nel 1337
il castello fu venduto al principe Guglielmo Sanseverino, la cui famiglia
esercitò il proprio potere sul paese fino agli inizi del XVI secolo. Fu
inglobato nel Demanio Regio alla fine del Cinquecento e, successivamente,
altri feudatari si avvicendarono alla guida del paese (i Gerbasio, gli
Ambrosino, i Minutolo, i Novellino), finché, nel 1636, il feudo di Montesano
venne acquistato dalla Certosa di Padula, che aveva già incorporato nel
1514, ad opera di Leone X, il Monastero di Cadossa. Libero comune dal 1771,
Montesano presenta una ricca rete idrica naturale, tra cui le acque della
sorgente Santo Stefano, oggi sapientemente utilizzate anche a scopi
terapeutici. Da vedere: Cattedrale di S. Anna (XX sec.) costruita da Filippo
Gagliardi sul modello della Cattedrale di Caracas. Le Chiese di: S. Andrea,
Nuova o dell’Assunta (1718). Il Castello (1086). I Palazzi: Gerbasio,
Cestari, Passatelli, Abatemarco.Fuori dal centro abitato: Abbazia di Cadossa
(X-XI sec.), Convento dei Cappuccini (XVI sec.), Le Chiese di: S. Angelo, di
S. Maria di Loreto (XVII sec.). Museo entomologico e botanico. Foresta
Cerreta (parco faunistico). Le Sorgenti Eliceto - Cantari (nei pressi delle
Terme). I laghi: Cessuta, Magorno (di età pleistocenica).
Buonabitacolo fu fondato nel 1333 da
Guglielmo San Severino, signore di Padula, Sanza e Policastro, figlio di
Tommaso, conte di Marsico, fondatore della Certosa di Padula. L’atto di
fondazione fu stipulato durante il regno di Roberto D’Angiò, nel Palazzo
S.Giacomo a Padula, alla presenza del giudice Silvestro Pellegrino, il
notaio Pietro Vulcano di Padula e di alcuni testimoni. La fondazione fu
concessa a tre casalbuonesi (Giovanni Di Gemma, Nicola o Cola Di Filippo,
Ruggero De Bona) disposti a stabilire per sé e per i loro discendenti la
dimora nella terra concessagli. Tale trattamento, inoltre, era accordato a
chiunque altro avesse intenzione di prendervi dimora. Guglielmo impose il
nome alla fondazione chiamandola Buonabitacolo, per la salubrità dell’aria e
perché lontana dalle paludi infette che dilagavano nel Vallo di Diano.
L’Atto notarile fu redatto in duplice copia, una delle quali restò al San
Severino e l’altra fu messa a disposizione dei tre fondatori e dei
successivi eredi. Nell’atto furono stipulati “patti e condizioni” che
dovevano regolare la vita dei cittadini del nuovo casale ed i rapporti con i
paesi confinanti. |
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Le immagini |
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![]() L'esterno della stazione |
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![]() L'interno della stazione con in fondo il bar pasticceria |
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![]() La facciata del fabbricato viaggiatori |
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![]() Veduta della stazione |
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![]() I pali dei segnali luminosi |
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![]() Lo scalo merci |
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![]() Veduta della stazione nel 2003 |
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![]() Il casello al km. 55+671 nei pressi della stazione |
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