Le stazioni

HOME PAGE

Stazione di POLLA (Sa)

Ferrovia Sicignano degli Alburni - Lagonegro

Storia e descrizione del sito

La stazione di Polla si trova quasi al centro del paese ed era, infatti, molto frequentata. Forse proprio per questo l'area ferroviaria è ancora oggi ben tenuta e dall'esterno, non sembrano esserci tracce di vandalismi. Anche i binari sono ripuliti dalle erbacce. Il piazzale della stazione è anche fermata degli autoservizi sostitutivi e difatti un foglio orario campeggia sulla porta, ma il cancello di accesso è sprangato come pure gli accessi al fabbricato viaggiatori. Peccato che seguendo i binari dal vicino passaggio a livello è possibile comunque accedere all'interno dell'area ferroviaria. Da essa l'interno del fabbricato viaggiatori appare vandalizzato e presenta diverse tracce di bivacchi probabilmente di senzatetto. La stazione presenta due binari con marciapiede centrale. Lo scalo merci è ampio con diversi binari, una piccola rimessa locomotive, una pesa ed un magazzino. Ma la sorpresa più grande è la presenza di una locomotiva, la 835.205 in stato di estremo abbandono. La locomotiva venne portata qui nel maggio del 1987, quando venne organizzato un convoglio straordinario fra Atena e Polla trainato da un locomotore diesel e contenente anche la locomotiva in questione. La locomotiva venne poi lasciata a Polla per essere monumentalizzata nel cortile di una vicina scuola: invece da allora essa è rimasta accantonata su un binario dello scalo merci in questione, ricoperta dalla ruggine.

Dati tecnici

  • Situazione del sito: inutilizzata dalla chiusura della linea (marzo 1987)
  • Centri abitati serviti: Polla (in loco); Sant'Arsenio (7 km)
  • Altitudine: 444 m. sul livello del mare
  • Distanza da Sicignano: 26,809 km
  • Distanza da Lagonegro: 51,438 km
  • Numero binari passanti di stazione: 2 per il servizio viaggiatori
  • Altri binari in stazione: diversi tronchini
  • Accessibilità: ottima; stazione segnalata
  • Parcheggio auto: piazzale in loco
  • Trasporti pubblici per i centri abitati: fermata bus locali e sulla statale servizi regionali e nazionali
  • Possibilità di sviluppo futuro: La stazione ha sicuramente buone prospettive di sviluppo nel caso di riapertura della linea trovandosi al centro del paese. Ovviamente dovrebbero essere velocizzati i collegamenti soprattutto con Salerno.

Turismo

Nella parte settentrionale del Vallo di Diano fra le catene montuose degli Alburni e della Maddalena è ubicato il comune di Polla. Esso presenta una conformazione urbanistica tipicamente medioevale, anche se l’insediamento umano nel territorio risale almeno a 5000 anni prima di Cristo. I numerosi oggetti in bronzo (spilloni, rasoi, braccialetti) venuti casualmente alla luce nel 1956, nella grotta che si apre al di sotto del convento di S. Antonio, ai piedi dell’omonima collina, testimoniano la convivenza remota di uomini e donne nel sito e sottolineano inoltre la loro naturale tendenza alla cura ed all’ornamento del proprio corpo. I reperti hanno in più consentito di stabilire che la grotta fu abitata fino al V secolo a.C. da quei pastori nomadi che stagionalmente risalivano il corso del Tanagro per trovare qui un sicuro rifugio. Il rinvenimento nelle sepolture di alcuni frammenti di ceramica greca hanno permesso di stabilire orientativamente la datazione di uno stanziamento delle popolazioni elleniche provenienti da Posidonia (odierna Paestum) e da Elea (Velia) nel Vallo: siamo nel V secolo a.C.. Il Lapis Pollae, un’epigrafe del II secolo a.C. costituisce una testimonianza fondamentale della dominazione romana nel luogo. Essa è incastonata in un cippo collocato oltre il Tanagro dove oggi si trova il borgo S. Pietro. L’iscrizione ha preso il nome di Elogium in riferimento al suo contenuto. In essa l’autore, il console Tito Annio Lusco, si vanta di aver introdotto l’agricoltura in luogo della pastorizia e soprattutto di aver voluto la costruzione della strada e del Forum Anni. Quest’ultimo era un agglomerato di case edificato intorno al 153 a.C. lungo l’omonima strada al fine di offrire la possibilità ai viaggiatori di una sosta e di un ristoro. Il foro costituirà il nucleo originario del paese, che prenderà il nome di Polla. Altra testimonianza romana, risalente ai tempi di Nerone (prima metà del I secolo d.C.), è il Mausoleo di Gaio Uziano Rufo (latino per nascita e probabile abitante del Forum) fatto erigere dalla moglie Insteia Polla, per tramandare ai posteri il nome e la memoria di questo uomo valoroso. Con la caduta dell’Impero Romano, si susseguirono nel Vallo le più violente e devastanti dominazioni barbariche: il Forum Annio subì svariati attacchi, inducendo i suoi abitanti a spostarsi in un luogo meno esposto su una vicina collina al di là del fiume. In questo sito intorno al X secolo sorse un primo nucleo abitativo, protetto da solide mura con torri e torrioni che espandendosi fu denominato Castrum Pollae. Una delle prime famiglie che ebbero il possesso del Castrum fu quella normanna degli Altavilla, che lo mantenne fino al 1245, quando Federico II di Svevia operò una sostituzione dell’ultimo rappresentante della casa con Ulcone Germano, che dopo venti anni fu cacciato via dalla popolazione per il pessimo modo in cui aveva governato il paese. A quel tempo nel centro abitato si verificò una crescita del sentimento religioso concretizzatosi nell’edificazione di diversi templi. Da un lato c’erano la chiesa di Santa Caterina, di San Nicola dei Latini e di San Pietro Apostolo con rituali latini, dall’altro invece le chiese di San Nicola e di Santa Maria dei Greci (fondate dai Bizantini) con riti ellenici. Sotto Federico II la situazione feudale rimase invariata, anche se Palermo divenne la capitale. In questo periodo al monastero pollese di San Pietro era andato formandosi un nucleo abitativo posto sull’antico Forum. La battaglia di Benevento del 1266 segnò la fine del periodo svevo e l’inizio di quello angioino che vide lo spostamento degli interessi dell’Impero da Palermo a Napoli e la divisione del principato in due parti, Ultra Salernum e Citra. Polla apparteneva al secondo. Una delle tracce pervenuteci degli angioini è la Cappella di Sant’Antuono de Arata, destinata al culto di Sant’ Antonio Abate giunto fin qui grazie all’Ordine francese degli Ospedalieri di Vienne. Nel frattempo il paese si espandeva anche al di là delle mura, ma questa crescita non fu accompagnata da un miglioramento delle condizioni igienico- sanitarie , ciò favorendo lo sviluppo di epidemie virali, che mietevano molte vittime ogni anno:si ricorda l’ecatombe provocata dalla peste del 1348. Fu proprio in questi anni che sorsero le prime strutture di assistenza ospedaliera. Quando verso la metà del Cinquecento Ferrante Sanseverino, principe di Salerno, commise l’errore di simpatizzare per i francesi, i reali di Spagna, dopo avergli confiscato titolo e beni, lo condannarono a morte, ma egli riuscì a sottrarsi all’esecuzione con l’esilio volontario. Polla, sottratta dalla Regia Curia di Napoli, fu messa in vendita ed acquistata da Camillo Villano, nobile di Cava il quale, a partire dal 1590, fu investito del titolo di marchese di Polla. Nel 1561 l’intero Vallo di diano fu colpito da un violento movimento tellurico che provocò danni ingenti in tutta la zona e lo stesso Giovanni Villano, marchese di Polla, si occupò del riassestamento del paese e con la collaborazione dei frati Cappuccini, Francescani, Domenicani e delle Clarisse presenti sul territorio, l’Università riuscì pian piano a rimarginare le profonde ferite infertegli. Alcune delle notizie pervenuteci sul casato dei Villano sono state tratte dalla tela detta Pala Villano, che raffigura la famiglia al completo. Nella tela ritroviamo il marchese Giovanni già con l’abito teatino di cui si investì quando, a seguito di una crisi esistenziale, decise di prendere i voti, cedendo il feudo al fratello Francescantonio. Verso la metà del XVII secolo la serena ed ordinata vita di Polla fu sconvolta da due tragici eventi che afflissero il Regno di Napoli: la rivoluzione del 1647 e la tragica peste del 1656. Questi avvenimenti fecero cadere l’Università in un’irrimediabile crisi economica, dalla quale riuscì ad uscire solo negli ultimi decenni del Settecento. Dal 1689 i Capecelatro, duchi di Siano, divennero i nuovi possessori del feudo,governando incontrastati anche nel corso della breve dominazione austriaca (1707- 1734). Nel 1694 un ennesimo terremoto distruggeva il paese. Con il regno borbonico il feudo pollese ebbe l’onore di ricevere la visita di Ferdinando IV, giunto qui per constatare lo stato d’avanzamento dei lavori di bonifica da lui voluti. Polla partecipò arditamente a quelli che furono gli eventi più importanti del secolo: furono, infatti, parte attiva ai moti repubblicani del 1799, ai moti carbonari, alla rivolta del Cilento (1828) ed infine ai moti rivoluzionari del 1848. Mentre i moti carbonari imperversavano in tutta la penisola, a Polla un gruppo di giovani dalle aspirazioni libertarie, capitanati da Vincenzo Aprissi, si riunirono in un cenacolo e formarono la Neosparta Febea, una società segreta alla quale aderirono gli uomini più eminenti del tempo. Nel 1848 un gruppo di pollesi aderirono all’insurrezione organizzata dagli altri paesi del Vallo allo scopo di ostacolare definitivamente le vie della Calabria alle truppe borboniche. Tuttavia il disegno fallì per la mancanza di una razionale coordinazione delle operazioni. Nel 1857 la Campania e la Basilicata furono funestate da un sisma che indusse gli abitanti del luogo a nominare la Madonna del Carmine loro protettrice. I pollesi diedero il loro contributo al processo di unificazione italiana, costituendo il battaglione Tanagro composto da 86 volontari che, capeggiati da Galloppo, si ricoprirono di gloria nella decisiva battaglia del Volturno. Tra la fine del XIX secolo e gli inizi del XX anche a Polla si registrò una forte emigrazione verso zone oltre Oceano. Nel 1905 fu eretto l’ospedale voluto da Luigi Curto, un concittadino che era riuscito a far fortuna in Argentina: il nosocomio porta oggi il suo nome. Il monumento ai caduti in piazza del Ponte testimonia il contributo dato da alcuni valorosi pollesi anche durante i due conflitti mondiali. L’ultimo terremoto che scosse Polla è stato quello del 23 novembre 1980, quando una scossa del settimo grado della scala Mercalli provocò, fortunatamente, solo il crollo e le lesioni di alcuni stabili. Oggi Polla è un caratteristico paese che conta circa 6000 abitanti, la maggior parte dei quali hanno abbandonato il settore primario per dedicarsi al terziario.

Le immagini

Il fabbricato della stazione dal lato dei binari

Veduta del fascio binari della stazione

La locomotiva 835.205 rimasta sul binario tronco della stazione

Ancora la locomotiva 835.205

Carrello monumento in stazione

Ponte ferroviario all'ingresso di Polla

Altro ponte ferroviario nei pressi di Polla

Il binario nei pressi di Polla

Pagina precedente

 

Pagina successiva

Webmaster:R.Serafino e D. Vinciguerra