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Le linee ferroviarie |
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RACCORDI PORTUALI A NAPOLI |
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E’ ormai lontano il tempo in
cui alla Stazione Marittima di Napoli i viaggiatori potevano
arrivare anche con il treno. Dell’incredibile ramificazione di
binari che, in pratica, raggiungeva ogni angolo della struttura
portuale partenopea, non resta che il ricordo nelle rotaie che
riaffiorano qua e la fra il desolante asfalto, per la “gioia” degli
automobilisti costretti ad evitarle. Effettivamente percorrendo
l’interno del porto e portandosi sui vari moli esistenti, si resta
colpiti dal fatto che ogni molo aveva dei binari, segno della
vitalità che, nel passato, doveva avere il trasporto misto via ferro
e via mare. Indice |
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![]() I raccordi portuali di Napoli in una mappa dell'IGM |
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Era il 1867 quando a Napoli venne inaugurata la nuova stazione di Napoli Centrale, più arretrata verso Piazza Garibaldi rispetto a quella attuale. La nuova stazione sostituì i due primitivi capolinea di Napoli Carmine (che serviva la linea per Portici e Torre Annunziata) e di Napoli Porta Nolana (capolinea del tronco per Cancello-Caserta). Contemporaneamente venne inaugurato il primo tronco di collegamento con l’area portuale, con un binario che da Napoli Centrale raggiunse il nuovo terminale di Napoli Marittima. Si trattava di un binario singolo della lunghezza di circa 2,8 km che dalla stazione centrale si dirigeva immediatamente verso il mare, attraversando le attuali Via Galileo Ferraris (grosso modo all’altezza dell’uscita dell’autostrada per Salerno), Corso Lucci e Via Marinella, oltre la quale il binario entrava nell’area portuale all’altezza del Molo Pisacane. Ci si rese subito conto che un tale collegamento era completamente insufficiente per i grossi flussi di traffici merci che dovevano raggiungere l’area portuale anche da altri luoghi della Campania, considerato anche il fatto che le linee ferroviarie verso Roma, Foggia e Salerno erano ormai una realtà. Inoltre era anche necessario sostituire l’ingresso in città della linea tirrenica, ormai inadeguata per i numerosi attraversamenti a raso. Così nel 1888 si inaugurò la nuova sede della linea tirrenica che da Napoli Centrale conduceva a Napoli San Giovanni attraverso la nuova fermata di Via Gianturco (poi divenuta Napoli Gianturco). Lungo questa nuova linea a doppio binario elettrificato vennero creati due posti di servizio ove erano ubicati i nuovi bivi per il porto. I treni provenienti da Sud e quindi da Portici, subito dopo Napoli San Giovanni trovavano il Bivio Pollena che consentiva di accedere direttamente al porto senza prima passare per Napoli Centrale. Il tronco venne inaugurato il 9 aprile 1888 ed era a binario singolo (25 kg/m) e si raccordava alla linea principale di ingresso al porto all’altezza del Pontile Acca dopo un percorso di 1,352 km. Per i treni provenienti da Nord venne invece attivato successivamente il Bivio Marittima dal quale si dipartiva il raccordo per il Pontile Acca, a doppio binario (60 kg/m). Dal Pontile Acca poi la linea si collegava a Napoli Marittima con un percorso a binario singolo di circa 2 km. L’intera linea diventò completamente operativa soltanto nel 1914 quando venne definitivamente abolito il primitivo collegamento con Napoli Centrale. Nel frattempo all’interno del porto la ramificazione della rete ferroviaria diventò sempre più estesa. Dal tronco principale Pontile Acca - Napoli Marittima si dipartirono diverse diramazioni, come quella per Napoli Molo Pisacane dal Bivio Molo Pisacane (percorso di circa 500 m.) e, oltre Napoli Marittima, per Napoli Molo Beverello (circa 750 m) e per Napoli Molo Angioino (circa 1 km da Napoli Marittima). Negli anni ’20 venne raddoppiato il binario sul tratto che Pontile Acca conduceva a Napoli Marittima. In pratica tutta l’area portuale, a questo punto, risulta percorsa da binari, da San Giovanni e Pazzigno, fino al centro della città a Piazza Municipio da dove partivano (e partono tuttora) gli aliscafi per le isole partenopee. Il 30 gennaio 1921 venne soppresso il Bivio Pollena ed il relativo tronco di immissione nel porto da Sud, in considerazione dell’aumento del traffico sulla linea tirrenica. Il tronco rimase comunque in funzione per sporadiche tradotte in regime di raccordo merci e, fino alla fine degli anni 70, era ancora visibile sia il bivio che il raccordo. Negli anni '30 venne attivato un servizio viaggiatori che partendo da Roma poco oltre le 17, giungeva a Napoli Centrale e poi veniva instradato per Napoli Marittima, terminando la corsa al Molo Angioino in coincidenza con il traghetto della Tirrenia per Palermo in partenza dal porto di Napoli in tarda serata: in tal modo si realizzava un servizio diretto fra la capitale e la Sicilia in tempi brevi. Analogamente, il traghetto da Palermo in arrivo al porto di Napoli al mattino presto, trovava coincidenza con il convoglio per Napoli Centrale e Roma Termini, giungendo nella capitale intorno alle 11. Da tale servizio erano esclusi i viaggiatori in servizio locale fra le stazioni di Napoli. Dal 1963 tale servizio, nella tratta fra Napoli Centrale ed il porto venne sostituito con autobus. Dalla metà degli anni settanta il servizio venne soppresso. Durante la seconda guerra mondiale furono diversi i danni che i raccordi subirono, ma la maggior parte degli stessi venne ripristinato in tempi brevi. Fino alla fine degli anni ’70 il traffico merci all’interno dell’area portuale non scemò, ma con l’avvento del traffico su gomma, negli anni ’80 la situazione cominciò a ridimensionarsi. I primi raccordi ad essere colpiti furono i tratti terminali che da Napoli Marittima conducevano a Napoli Molo Angioino e Napoli Molo Beverello, tratti che potevano invece essere agevolmente riconvertiti per il traffico passeggeri in considerazione del fatto che quest’area del porto era stata destinata, nel frattempo, all’attestazione di traghetti, aliscafi e navi per le isole partenopee e per tutto il Tirreno. Gli anni ’90 produssero ulteriori tagli ed il ridimensionamento di tutti gli scali portuali. Napoli Marittima venne dismessa come pure tutti gli scali intermedi e venne invece costruito un grande terminal nella zona dell’ex scalo del Pontile Acca. Tale terminal venne raccordato con Napoli Marittima utilizzando uno solo dei due binari preesistenti. Il nuovo servizio è entrato in funzione nel corso del 1999 ed il tutto è stato affidato ad una società privata. Dal nuovo terminal, denominato "Flavio Gioia", è rimasto in funzione ancora il doppio binario di collegamento per l’ex scalo di Napoli Marittima, ma in pratica esso è utilizzato solo in regime di raccordo per poche centinaia di metri, arrestandosi nei pressi del Varco Duomo. |
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L'orario del servizio ferroviario fra Napoli Centrale e Napoli Marittima (Molo Angioino) del 1954 (a sinistra) e del 1959 (a destra) |
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Come detto
l’attuale situazione dei raccordi ferroviari all’interno del porto di Napoli
è notevolmente ridotta e limitata. E’ stato creato un unico terminal
ferroviario all’ingresso del raccordo che serve da smistamento dei container
sia per il trasporto marittimo che per quello su gomma. Il terminal ha preso
il nome di “Terminal Flavio Gioia” ed è gestito da una società privata. |
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L'orario dell'autoservizio sostitutivo del 1963 fra Napoli Marittima (Molo Angioino) e Napoli Centrale |
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Di seguito vengono riportate alcune schede con immagini d'epoca e attuali. |
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![]() Doppio scambio in disuso nei pressi del Terminal Flavio Gioia |
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Per la stesura dell'articolo, si ringraziano:
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