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Le stazioni |
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Stazione di OSIDDA Ferrovia Chilivani - Tirso di Luigi Prato & Gavino Nurra |
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Descrizione del sito |
La stazione di Osidda era posta poco oltre l’incrocio della S. S. 128 bis con la strada secondaria che portava al centro abitato del paese, distante 8 chilometri dalla ferrovia. All’area ferroviaria si accedeva dalla strada attraverso un apposito ingresso, oggi chiuso e completamente circondato dalla fitta vegetazione. Il fabbricato viaggiatori era affiancato sul lato nord dal piano caricatore con relativa tettoia, mentre a breve distanza dal lato sud sorgeva la casa cantoniera doppia n° 3. Lungo il tratto proveniente da Buddusò, la stazione era preceduta prima dal viadotto a cinque luci citato sulle carte IGM (segnalazione del Sig. Gian Piero Mongiu di Pattada) con la denominazione “Corra Chervina” (“corna di cervo”, in sardo), tuttora ben conservato, e poi dal casello 25 bis (diroccato), entrambi ben visibili dalla carreggiata stradale. Sia il fabbricato viaggiatori che la vicina cantoniera, a loro volta, sono purtroppo ormai ridotti a ruderi a causa dell’usura del tempo e del saccheggio a opera dei soliti vandali. | |
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Dati tecnici |
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Le immagini |
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![]() Planimetria della stazione |
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![]() Stazione di Osidda: il fabbricato viaggiatori (l'edificio a destra), con la cantoniera N. 3, visti dalla S. S. 128 bis. In origine, la casa cantoniera era designata quale alloggio sorveglianti (A.S.) come si può notare nella planimetria |
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![]() Altra immagine del fabbricato viaggiatori con la casa cantoniera sul lato verso Benetutti |
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![]() Il fabbricato viaggiatori della stazione di Osidda nel 1979, visto dal lato adiacente al piano caricatore; sullo sfondo è ben visibile la casa cantoniera doppia n° 3 (archivio Salvatore Fiori per gentile concessione) |
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![]() Il fabbricato viaggiatori della stazione di Osidda come si presentava dal lato opposto, con la targa OSIDDA ancora leggibile; il piccolo edificio crollato era forse quello delle ritirate (archivio Salvatore Fiori per gentile concessione) |
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![]() Primo piano della facciata del fabbricato viaggiatori della stazione di Osidda che dava sul piazzale interno; a sinistra della foto, tra le erbacce si intravedevano ancora sulla massicciata i binari provenienti dalla stazione di Buddusò (archivio Salvatore Fiori per gentile concessione) |
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![]() La cantoniera doppia n° 3, con il tetto già crollato e gli ingressi rivolti verso il piano binari (archivio Salvatore Fiori per gentile concessione) |
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![]() Il casello N. 25 bis al km 41,906 da Tirso, che precedeva l'arrivo in stazione sul tratto da Buddusò |
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![]() Primo piano del casello N. 25 bis |
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![]() Il viadotto di "Corra Cherbina" a 5 luci su cui transitavano i treni provenienti dalla stazione di Buddusò |
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![]() Un casello (si tratta forse del n° 24 al km 38,999 da Tirso) sul tratto che scendeva in direzione della stazione di Benetutti-Nule |
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![]() Riproduzione di una vecchia immagine d’epoca del viadotto di “Corra Cherbina”, al tempo ancora privo dei parapetti metallici lungo le fiancate |
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Per informazioni e contatti: info@lestradeferrate.it |
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