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Le linee ferroviarie |
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C'ERA UNA VOLTA LA SPARANISE - FORMIA - GAETA |
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Quando non esisteva ancora la direttissima fra Napoli e Roma, raggiungere il litorale del basso Lazio era un'impresa ardua, fino al 1892 quando entrò in funzione un ramo che dalla stazione di Sparanise, sulla Napoli-Cassino-Roma, raggiungeva Minturno, Formia e Gaeta seguendo la Via Appia. Il percorso venne poi suddiviso in due tronconi dopo l'inaugurazione della Napoli-Formia-Roma. Il tronco Formia-Gaeta ebbe una buona frequentazione, ma nonostante ciò nel 1966 venne autosostituito anche se mai ufficialmente soppresso. L'altro tronco, nel tratto superstite fra Cellole e Sparanise, ebbe ben poca fortuna e venne soppresso nel 1957. Eppure entrambi i percorsi oggi avrebbero grossi motivi per esistere. Raggiungere Gaeta in treno sarebbe comodo e veloce per i tanti pendolari soprattutto nella stagione estiva, contribuendo anche a decongestionare il grosso traffico sulla litoranea. Ma anche di un collegamento fra la linea Via Formia e quella Via Cassino si avverte spesso l'esigenza e non sarebbe male un ripristino della vecchia ferrovia. |
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Indice |
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Viadotto della linea Sparanise - Gaeta lungo l'Appia nei pressi di Carinola |
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La storia di questo collegamento iniziò a metà dell'800 quando si cominciò a progettare una linea ferroviaria che congiungesse Roma a Napoli. Le alternative che furono prese in considerazione erano essenzialmente due. Il primo progetto prevedeva di sfruttare la pianura costiera attraversando zone che all'epoca erano infestate da paludi e quindi con un percorso che puntava verso il porto di Anzio proseguendo per Nettuno, Terracina, Gaeta, Capua ed Aversa: tale progetto presentava costi minori considerata la conformazione pianeggiante del territorio, ma il numero di centri abitati toccati era molto basso. Il secondo progetto prevedeva, invece, di attraversare la Ciociaria passando per Ceprano e giungendo a Capua ed Aversa con un percorso più tortuoso (e quindi più costoso) ma che toccava un grosso numero di centri abitati. Fu solo con l'avvento di Pio IX nel 1846 che venne presa la decisione di seguire l'itinerario interno. Venne così iniziata la costruzione della Roma-Napoli via Cassino che venne inaugurata nel 1865. Nel frattempo istituzioni locali e cittadini fecero sentire la propria voce sulla necessità di un collegamento col territorio costiero. La stessa nuova linea per la Ciociaria si dimostrò tortuosa e densa di asperità che allungavano i tempi di percorrenza, tanto che venne nuovamente preso in considerazione il progetto di una strada ferrata attraverso la costa. Fu così che, anche per venire incontro alle esigenze di velocizzare i collegamenti militari con la fortezza di Gaeta, venne progettato un collegamento fra la linea interna esistente e Gaeta. La "linea degli Aurunci", come venne denominata dal territorio attraversato, prevedeva di staccarsi dalla Napoli-Cassino, all'altezza di Sparanise, e dopo aver toccato Sessa Aurunca, giungeva al mare nei pressi di Scauri. Nel 1879 la Sparanise-Gaeta venne inserita nella legge Baccarini che prevedeva un finanziamento statale per la costruzione di 62 ferrovie minori, ma nessun lavoro venne iniziato. Nel 1888 una nuova legge sollecitò la costruzione di alcune di tali ferrovie fra cui la Sparanise-Gaeta e finalmente nel 1890 se ne iniziò la costruzione. Il primo tratto dalla stazione di Sparanise correva parallelamente alla Napoli-Cassino-Roma, da cui si distaccava dopo circa 3 km all'altezza del Bivio Gaeta. Con un'ampia curva la linea poi si portava lungo il percorso della Via Appia toccando Sessa Aurunca, Minturno e Formia, prima di giungere alla stazione di Gaeta (successivamente denominata Gaeta-Elena) dopo un percorso di circa 60 km. Imponenti furono alcune delle opere realizzate quali il grandioso Viadotto del Pontone (i "25 Ponti"), fra Formia e Gaeta, costituito da 25 arcate da 12 metri ciascuna. L'inaugurazione della linea avvenne il 3 maggio 1892 per le autorità ed il giorno dopo per i viaggiatori. Sotto la gestione della Rete Mediterranea, ebbe una buona frequentazione sia viaggiatori che merci anche se il numero di corse giornaliere furono solo tre, poi diventate quattro dopo qualche tempo, con percorrenze che variavano dalle 2 ore e mezza alle 3 ore. La trazione fu ovviamente a vapore (fra le altre vennero usate le locomotive del gruppo 600). Il 1° luglio del 1905 la gestione della linea passò alle Ferrovie dello Stato. Il 17 luglio del 1922 venne inaugurato il primo tratto tra Roma e Formia della nuova linea direttissima Roma - Napoli. Questo fatto portò ad accrescere l'importanza della linea degli Aurunci in quanto, per velocizzare i collegamenti fra Roma e Napoli, i treni venivano instradati via Formia-Sparanise. Si trattò però di un itinerario temporaneo in quanto, il 28 ottobre 1927, con il completamento della direttissima fino a Napoli, la Gaeta-Sparanise perse la sua importanza di collegamento fra la Campania ed la costa del basso Lazio, rimanendo relegata al ruolo di ferrovia secondaria. L'apertura della direttissima comportò l'adeguamento della stazione di Formia che divenne sede di intersezione fra le due linee, dividendo di fatto la Sparanise-Gaeta in due tronconi: la Formia-Gaeta, con collegamenti rapidi e frequenti, e la Formia-Sparanise, collegamento locale di minore importanza. Venne anche adeguata la stazione di Minturno-Scauri, mentre fra quest'ultima e Formia, fino al maggio 1932, continuò ad essere utilizzato dai convogli per Sparanise anche il vecchio binario, accanto ai due della direttissima. Nel 1936 la trazione a vapore venne sostituita, almeno per il servizio passeggeri, da moderne littorine diesel della Fiat: il servizio venne velocizzato tanto che sulla Formia-Gaeta erano presenti 16 coppie giornaliere per una percorrenza di 9 minuti, mentre sulla Formia-Sparanise erano presenti 5 coppie giornaliere con una percorrenza media di 66 minuti. La seconda guerra mondiale distrusse completamente i due tronconi della linea. La Formia-Sparanise sospese il proprio servizio il 17 maggio 1944 in quanto smantellata dai Tedeschi arroccati lungo la cosiddetta "linea Gustav", creata per fermare gli alleati sbarcati a Salerno il 9 settembre 1943 e diretti verso Roma. Anche la Formia-Gaeta venne danneggiata dai Tedeschi per arginare eventuali sbarchi: vennero distrutte entrambe le stazioni e ben 21 delle 25 arcate del grande viadotto del Pontone. Dopo la guerra cominciò la ricostruzione della direttissima Napoli-Roma, collegamento basilare fra Nord e Sud Italia. A fine luglio del 1949 la nuova stazione di Formia venne completata. La Formia-Sparanise venne, invece, ricostruita solo in parte: abolito il vecchio tracciato tra Minturno-Scauri e Cellole-Fasani, la linea seguiva la direttissima fino al nuovo impianto di Bivio Cellole (al km. 149,567 da Roma) da cui si staccava un nuovo tronco che si congiungeva al vecchio tracciato nei pressi della stazione di Sessa Aurunca Superiore. Da qui la linea riprendeva il vecchio tracciato. In tal modo la percorrenza diminuì ed il servizio, ripreso l'8 maggio 1950, veniva compiuto a spola da un'unica ALn56 Breda: le corse giornaliere erano 4 per una percorrenza media di 60 minuti circa e si attestavano sul quinto binario passante di Formia. L'esercizio era a Dirigenza Unica. Per la Formia-Gaeta si attese, invece, qualche anno in più e solo dal 1° gennaio 1954 il servizio riprese con 13 coppie giornaliere effettuate a spola sempre da una ALn56 Breda con una percorrenza di 9 minuti. Il servizio si attestava sull'apposito primo binario tronco di Formia. La stazione di Gaeta venne anch'essa ricostruita totalmente all'estremità del piazzale ove era presente la preesistente stazione. L'esercizio era a Dirigenza Unica. Considerevole fu il traffico merci utilizzato da un paio di industrie della zona, fra cui una vetreria posta alle spalle della stazione di Gaeta e raccordata direttamente alla linea. Con l'avvento della motorizzazione su strada, mentre il servizio sulla Formia-Gaeta rimaneva cospicuo, la Formia-Sparanise era ormai ridotta ad un "ramo secco". Fu così che il 23 marzo 1957, dopo solo sette anni dalla sua ricostruzione, la linea venne chiusa ed autosostituita. Nel luglio 1958 la linea venne ufficialmente soppressa e smantellata. Negli anni sessanta venne presentato un progetto di collegamento della stazione di Gaeta con il suo porto mediante una galleria. Tale collegamento avrebbe consentito il trasbordo veloce delle merci provenienti via mare direttamente sulla ferrovia. Invece il progetto restò inattuato. Nessuno però avrebbe mai sospettato che la Formia-Gaeta potesse essere chiusa: invece è proprio quello che accadde il 24 settembre 1966, quando il servizio passeggeri venne inspiegabilmente ed improvvisamente sospeso ed affidato ad autobus sostitutivi. La situazione colse di sorpresa la stessa cittadinanza di Gaeta e gli enti locali la cui protesta rimase inascoltata. Eppure la linea non poteva essere considerata un ramo secco... Gli autobus portarono ad una dilatazione dei tempi di percorrenza: sulla carta la distanza fra Formia e Gaeta era (ed è tuttora) percorsa dai bus in 13 minuti, ma soprattutto d'estate i minuti diventano anche 60 e più, contro i 9 minuti (sicuri) che impiegava il treno. La linea restò comunque in funzione in regime di raccordo per consentire l'inoltro delle tradotte merci. Il servizio era affidato a locomotive diesel del gruppo 245 o di una rarissima 356, costruita dalle FS in solo 4 esemplari, o più frequentemente dalle Ne120 poi diventate D.143. Fino al 1977 gli autobus sostitutivi continuarono ad essere esercitati dalle FS, poi il collegamento passò all'allora Acotral. Con la chiusura della vetreria di Gaeta, dal 1° aprile 1981, anche il servizio merci è stato sospeso. |
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La linea Sparanise - Gaeta in una carta del Touring Club degli anni '30. Si noti come non esista ancora la stazione di Cellole sulla direttissima Napoli-Roma nonché il toponimo Elena per indicare un villaggio presso Gaeta, successivamente annesso al comune di Gaeta stessa |
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La linea partiva in territorio campano da Sparanise (Ce), stazione posta lungo la linea Napoli-Cassino-Roma. Per consentire il transito dei treni della nuova linea, la stazione venne adeguata con la costruzione di due nuovi binari attestati ai lati di un unico marciapiede. Il binario della linea per Gaeta, uscito dalla stazione di Sparanise, correva in direzione Nord affiancato al binario della linea per Cassino, fino al km. 3,221 dove era ubicato il posto di movimento denominato Bivio Gaeta. La linea compiva così un'ampia curva aggirando il comune di Francolise ed incrociando dopo 7 km la Via Appia, con la piccola fermata di Maiorisi, poco lontano dalla frazione omonima. La linea proseguiva poi lungo la Via Appia, allontanandosene in prossimità del comune di Carinola ove, dopo 10 km, era ubicata la stazione omonima. Da qui la linea si riavvicinava alla Via Appia, affrontava una salita che la conduceva dopo 14 km alla fermata di Cascano a 202 metri di altitudine. Il percorso proseguiva in discesa fino a toccare a 18 km la stazione di Sessa Aurunca poi chiamata Sessa Aurunca Superiore (così denominata per distinguerla dalla stazione di Sessa Aurunca-Roccamonfina sulla direttissima Napoli-Roma). Il percorso originario, in uso fino alla seconda guerra mondiale, da qui proseguiva fino alla stazione di Cellole-Fasani (al km. 26) e poi, con un'ampia digressione verso monte, fino alla stazione di Santi Cosma e Damiano-Castelforte-Suio Terme (al km. 33) prima di giungere a Minturno (km. 40), Formia (km. 51) e Gaeta poi denominata Gaeta-Elena (km. 59,168). Gaeta aveva una rimessa per le locomotive ed una piattaforma girevole per l'inversione di marcia delle locomotive, nonché un ampio fascio binari per le merci. Con la costruzione della direttissima, il tratto fra Minturno-Scauri e Formia diventò comune alle due linee. Ma fino al 1932 la Sparanise-Gaeta utilizzò ancora il proprio binario affiancato ai due binari della direttissima, poi venne eliminato. Dopo la seconda guerra mondiale la linea venne ricostruita sul vecchio tracciato solo nel tratto fra Bivio Gaeta e Sessa Aurunca Superiore. Da qui la linea puntava verso il mare innestandosi sulla direttissima attraverso il Bivio Cellole, poi diventato per un certo periodo stazione di Cellole. Da qui poi utilizzava la direttissima stessa per raggiungere Formia. Il tratto per Gaeta, invece, venne ricostruito sul vecchio tracciato senza variazioni, se non nel capolinea: la nuova stazione di Gaeta, infatti, venne ricostruita al termine del vecchio piazzale merci con un solo binario per il servizio viaggiatori e diversi per le merci. |
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Un'altra mappa degli ani '60 con l'indicazione della ferrovia, ormai in disarmo, ridotta al tratto dopoguerra fra Sparanise e Cellole-Fasani sulla direttissima Napoli-Roma |
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A differenza della Formia-Sparanise, della quale ormai non sopravvive quasi più nulla, la Formia-Gaeta non risulta ancora soppressa ufficialmente. Le rotaie sono in buona parte ancora esistenti anche se sommerse dalla vegetazione o dall'asfalto. Abbiamo in ogni caso seguito i due percorsi a partire dal 2002 ed in diverse occasioni. Ecco il resoconto della situazione attuale di quello che resta. Da Sparanise a Cellole La stazione di Sparanise è oggi un'anonima fermata sulla Napoli-Roma via Cassino. Restano ancora visibili i binari oltre i primi due, ove si attestavano i treni per Gaeta, anche se oggi non vengono più utilizzati. Anche del Bivio Gaeta, a 3 km circa da Sparanise, non sopravvive più nulla. Seguendo il vecchio percorso, a pochi metri dal Bivio Gaeta, sopravvivono, anche se diroccati, due caselli della linea all'altezza di passaggi a livello oggi scomparsi. La linea poi si perde fra i campi per alcuni chilometri. La raggiungiamo dove sorgeva la primitiva fermata di Maiorisi, ma anche qui nessuna traccia se non un piazzale che una volta ospitava il casello con il passaggio a livello sulla Via Appia. Poco prima di questa fermata era invece la nuova stazione di Maiorisi del periodo postbellico, esistente fino a fine 2008 anche se in proprietà privata. Proseguiamo anche se della linea affiora soltanto un sentiero qua e là in mezzo ai campi ed un casello trasformato in abitazione privata. Raggiungiamo la stazione di Carinola, a due livelli, trasformata oggi in abitazione privata. Impossibile raggiungere il vecchio piazzale dei binari: è recintato e trasformato in parcheggio come pure l'ex scalo merci. Il percorso, dopo un tratto fra i campi, riappare con due caselli, uno all'altezza della strada che da Carinola conduce sull'Appia, l'altro nei pressi della frazione Ventaroli. Qui la linea costeggia il percorso stradale ed ancora è possibile ammirare un bel viadotto, oggi utilizzato dai contadini del luogo. Poi la linea entra in una piccola galleria oggi murata per poi fuoriuscire per attraversare l'Appia. Le tracce si perdono di nuovo e la linea riappare alla stazione di Cascano, la più alta della linea. E' un fabbricato ubicato fuori del paese, in mezzo alla campagna. E' stato anch'esso trasformato in abitazione privata e quindi inaccessibile. Continuando è possibile scorgere in mezzo ai campi i resti di alcuni viadotti, anch'essi utilizzati dai contadini. Nei pressi del bivio per Sessa Aurunca, la linea attraversava nuovamente la Via Appia con un passaggio a livello, entrando nella stazione di Sessa Superiore. Anch'essa è ormai un'abitazione privata. Si leggono ancora le lettere che indicano il nome della stazione, mentre sul fascio binari è un bel parcheggio per i condomini. Lo scalo merci è diventato un magazzino ma ancora se ne riconosce la sagoma nonostante i lavori di restauro in corso. Da qui la linea si perde nuovamente e ne resta solo in alcuni punti un sentiero. In particolare sono rintracciabili un paio di caselli, di cui uno diroccato ed un altro trasformato in abitazione privata, sul percorso del dopoguerra che conduceva a Cellole. Giunti al Bivio Cellole, scorgiamo soltanto il piccolo fabbricato, oggi murato, della vecchia fermata di Cellole sulla direttissima. Da Cellole a Formia
Da Formia a Gaeta
Negli ultimi tempi sono cominciati i lavori per
collegare alla rete ferroviaria il nuovo centro intemodale di Gaeta. Per consentire
tale collegamento si sta procedendo alla riattazione del binario fra Formia
ed il centro intermodale, ubicato poco prima della località
Sant'Agostino, sfruttando il tracciato già esistente. In
tal modo parte di questa linea verrà riaperta, ma solo al servizio merci. I
lavori hanno anche portato al completo recupero del Viadotto del Pontone dove
presto vedremo nuovamente passare convogli merci. Oltre il centro intemodale
il
binario è stato rimosso fino all'ex passaggio a livello a Sant'Agostino (km.
55+335). Da qui, l'ultimo tratto di linea è esistente e percorribile anche
se invaso dalla vegetazione e dal terreno dovuto all'azione delle piogge o
da asfalto. Poco prima dell'arrivo nella
stazione di Gaeta, la linea entra nel piazzale dell'ex stazione di Gaeta-Elena, distrutta nel corso dell'ultimo conflitto mondiale.
Attualmente il fascio binari nel piazzale è stato asfaltato per
consentire la sua trasformazione in parcheggio ed area mercato.
Sopravvive, invece, il fabbricato della stazione di Gaeta che ospita
un bar e che ancora conserva il marciapiede con tanto di binario. Un
altro binario che usciva dal piazzale, in parte asfaltato, attraversava la
strada per entrare nella vetreria. L'industria è oggi abbandonata e
chiusa, ma dal cancello è ancora possibile scorgere il binario di
accesso con tanto di pesa. |
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Il centro intermodale di Gaeta in costruzione. E' qui che giungerà la linea ferroviaria da Formia sfruttando il tracciato della vecchia Formia-Gaeta. |
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Ormai i due tronconi della vecchia linea Sparanise-Formia-Gaeta possono essere considerati come due ferrovie a se stanti e quindi anche il loro futuro va analizzato in maniera differente. Per quanto concerne la Formia-Gaeta, il futuro può essere considerato più roseo non fosse altro per il fatto che la prima parte della linea verrà presto riattivata per consentire il collegamento merci con il centro intermodale di Gaeta. L'altra parte della linea è ancora armata e recuperabile in buona parte. Ovviamente va considerata l'ipotesi di arretrare leggermente la stazione di Gaeta all'ingresso del piazzale attuale, se proprio si volesse evitare l'attraversamento di quell'area di cui ormai si sono appropriate le auto. Un'altra ipotesi potrebbe essere quella di allungare la linea fino al porto, riprendendo un progetto degli anni '50-'60, ma la realizzazione di una tale opera comporterebbe ingenti costi. Infine la riapertura della Formia-Gaeta potrebbe rientrare in un progetto di "metropolitana del mare" con corse dirette fra Minturno-Scauri e Gaeta, magari creando anche delle fermate intermedie lungo il percorso. In ogni caso la riapertura della linea è voluta dalle amministrazioni comunali, dalle associazioni di categoria e dalla gente che volentieri risparmierebbe un po' del proprio tempo spesso attualmente in autobus affollati paralizzati nel traffico del periodo estivo. Diverso il problema del ripristino della Formia-Sparanise. Come risulta dai diversi sopralluoghi effettuati sulla linea, ormai non esiste più nulla sul vecchio tracciato e quindi volendo costruire un nuovo collegamento fra la linea per Cassino e quella per Formia, risulta difficile proporre motivazioni davvero valide alla sua ricostruzione (se non quello di costituire, nel solo periodo estivo, un'alternativa al caotico traffico della Via Appia). Infatti, a parte Sessa Aurunca, la linea non servirebbe centri abitati degni di nota ed inoltre, tramite la Via Appia, la concorrenza del trasporto su gomma è veramente spietata. Tuttavia esistono altri progetti che potrebbero essere presi in considerazione. Uno di questi riguarda il collegamento fra Cassino e Formia o Minturno-Scauri che costituirebbe un'asse trasversale di sicuro interesse. |
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Nel corso dei diversi sopralluoghi abbiamo realizzato molte immagini della situazione attuale della linea. Esse vengono riportate nelle pagine che seguono con le relative schede ed eventuale materiale d'archivio. |
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Articolo inserito il 7 luglio 2005 Aggiornamento effettuato il 13 aprile 2009:
Aggiornamento effettuato il 3 febbraio 2008:
Aggiornamento effettuato il 23 ottobre 2006:
Aggiornamento effettuato il 16 novembre 2005:
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Per informazioni e contatti: info@lestradeferrate.it |
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