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Le stazioni |
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Stazione di PADULA (Sa) Ferrovia Sicignano degli Alburni - Lagonegro |
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Storia e descrizione del sito |
La stazione di Padula non è lontana dalla grandiosa Certosa, uno dei più importanti centri culturali dell'Italia Meridionale. In realtà nei dintorni della stazione le abitazioni sono molte, visto che si trova presso il bivio per Padula sulla Statale 19, sede anche di molti ristoranti. Il fabbricato viaggiatori è un bell’edificio di due piani ordinato e ben pulito, ovviamente sprangato e non vandalizzato. Un cartello avvisa che gli autobus sostituitivi non effettuano più fermata nel piazzale della stazione, ma al bivio sulla Statale. La stazione deve essere ancora frequentata da qualche anima pia, visto che sul marciapiede del primo binario ci accoglie una madonnina con tanto di fontanina sgorgante e fiori freschi. La scritta sulla base dice “Fermati o passegger, il capo inchina alla Madre di Dio del ciel Regina”. Povera Madonnina, visto che di “passegger” ormai non se ne vedono più! | |
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Dati tecnici |
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Turismo |
L'origine
del paese si fa risalire al IX-X secolo d.C. quando gli abitanti di
Cosilinum, cessata la furia demolitrice dei Saraceni, preferirono sistemarsi
sulla collina meno elevata e più prossima ai collegamenti della via
consolare, dove ancora sorge Padula. Le notizie storiche disponibili
confermano l'esistenza di Padula dopo l'anno mille, facendo a volte
riferimento anche ad un insediamento sui monti come quello di Mandrano. Alla nascita di Padula, e al suo forte sviluppo anche culturale, certamente non furono estranei i monaci Basiliani, come testimoniano la Chiesa di San Nicola alle Donne ed i ruderi dell'antico Monastero di San Nicola al Torone. Insediamento medievale nella Lucania Bizantina, Padula ha occupato un posto preminente nella cultura locale dell’Alto e Basso Medioevo, diventando, nel 1296, feudo dei Sanseverino nella figura di Tommaso II, la cui attenzione fu poi attratta dal sito in cui sorgeva la Grancia di San Lorenzo dell'Abate di Montevergine. Nel 1305 Tommaso II ottenne, per permuta con l'Abate Guglielmo, tutti i beni della Grancia e li donò ai Certosini di San Brunone. Con l'atto stipulato il 28 Gennaio 1306 fu dato inizio ai lavori di edificazione del primo nucleo della Certosa, che nei secoli assunse le grandiose dimensioni che ancora oggi è possibile osservare. La storia della città scorre nei secoli successivi parallelamente a quella della Certosa. Nel periodo risorgimentale, sebbene madre di molti spiriti liberali, Padula conobbe la tragica fine dei Trecento seguaci di Carlo Pisacane. Da vedere: le Chiese di S. Nicola de Donnis, detta delle “Donne” (VII sec.) - fondata dai monaci Basiliani provenienti da Bisanzio, di S. Michele Arcangelo (IX-X sec.) - custodisce antiche pergamene, di S. Clemente (XIII sec.), dell’Annunziata (la cripta accoglie le spoglie degli eroi di Pisacane), di S. Giovanni; Convento di S. Agostino - attuale sede del Municipio (XIV sec.), Convento di S. Francesco (XIV sec.); Resti della Torre Tepedino (angioina) e tratti dell’antica Cinta Muraria (XII sec.). Le Porte: di S. Antonio (d’impianto cinquecentesco), dell’Auliva (medioevale). I Palazzi: Romano, De Stasio – edificio merlato ex residenza dei Sanseverino. Casa di Joe Petrosino. Fuori dal Centro abitato: Resti del Battistero Paleocristiano di S. Giovanni in Fonte (318 - 319) nel luogo del vicus Marcilianum, Eremo di S. Michele alle Grottelle (XI sec.). Certosa di S. Lorenzo (1306-1723) con annesso Museo della Lucania Occidentale. Arco di S. Brunone (era il limite della passeggiata esterna dei monaci Certosini). |
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Le immagini |
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![]() Il fabbricato della stazione |
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![]() Interno della stazione |
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![]() Il cancello di accesso allo scalo merci |
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![]() L'area dello scalo merci |
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![]() Madonnina all'interno della stazione, unico segno di frequentazione |
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![]() Casello sulla statale 19 fra Sassano-Teggiano e Padula al km. 48+842 |
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