Le stazioni

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Stazione di AULETTA (Sa)

Ferrovia Sicignano degli Alburni - Lagonegro

Storia e descrizione del sito

La stazione di Auletta è fra le meno accessibili dell'intera linea. Eppure risulta ancora segnalata da un cartello indicatore lungo la strada statale 19. Prima della costruzione di questa statale, la stazione veniva raggiunta dal paese tramite un sentiero che risultava persino più breve della stradina attuale. Poi venne costruita una strada asfaltata che dalla statale conduceva alla stazione. Oggi questa stradina è solo in parte percorribile agevolmente mentre l'ultimo tratto risulta ormai non curato. E difatti non risulta nemmeno semplice trovare la stazione partendo dal cartello indicatore sulla statale. La strada, infatti, si biforca in almeno due punti e solo orientandosi con la linea ferroviaria che si vede in lontananza si riesce a scorgere una piccola rampa che conduce sulla sommità di un muraglione di cemento. Qui si trova la stazione di Auletta, indubbiamente isolata, ma proprio per questo dotata di grande fascino. In lontananza da un lato si scorge il paesino di Auletta, dall'altro lato il ponte dell'autostrada sotto il quale è il suggestivo viadotto ferroviario costituito da diverse lunghe arcate. La stazione, danneggiata dal sisma del 1980, venne ricostruita con un piccolo edificio con affianco un prefabbricato. Oggi le strutture sono vandalizzate e sommerse dalla vegetazione e nessuna traccia resta degli impianti. I binari sono sempre due con marciapiede viaggiatori centrale. Era presente anche un tronchino per lo scalo merci. La stazione, esistente già all'epoca della costruzione della ferrovia, mancava perfino dell’acqua potabile, tanto che essa veniva portata fino a qui utilizzando carri cisterna tramite la ferrovia. Il traffico passeggeri non fu mai particolarmente elevato. Fu anche tentato un servizio di piccoli bus che collegava la cittadina alla stazione ma anche questo esperimento durò poco. Nell'ultimo sopralluogo ad ottobre 2006, la stazione risulta in pratica "ingoiata" dalla vegetazione spontanea. Poco lontano è un passaggio a livello con la casa cantoniera ancora in loco. Siamo in pieno Parco Nazionale del Cilento.  

Dati tecnici

  • Situazione del sito: inutilizzata dalla chiusura della linea (marzo 1987)
  • Centri abitati serviti: Auletta (4 km)
  • Altitudine: 312 m. sul livello del mare
  • Distanza da Sicignano: 16,355 km
  • Distanza da Lagonegro: 61,892 km
  • Numero binari passanti di stazione: 2 per il servizio viaggiatori
  • Altri binari in stazione: nessuno
  • Accessibilità: scarsa; stazione segnalata solo sulla statale
  • Parcheggio auto: nessuno
  • Trasporti pubblici per i centri abitati: nessuno
  • Possibilità di sviluppo futuro: Le scarse possibilità di sviluppo di questa stazione sono legate essenzialmente al turismo. La stazione, infatti, potrebbe essere il punto di partenza di escursioni nel Parco Nazionale del Cilento. Piuttosto difficile appare, invece, la possibilità di istituire un servizio bus con il centro di Auletta.

Turismo

Il paese, che la tradizione vuole fondato dal compagno di Enea, Auleto, da cui prenderebbe il nome, sorse originariamente come luogo di soste e di ristoro per i viaggiatori sulla sinistra del fiume Tanagro, alle pendici della catena montuosa degli Alburni e lungo la strada consolare che univa Capua a Reggio. Soltanto in epoca longobarda il nucleo abitato si trasferì nell’attuale posizione, su di una collina a poca distanza dalla riva destra del Tanagro. La derivazione del nome del paese da Auleto non trova, però, concordi i moderni studiosi di toponomastica, che collegano il nome di Auletta alla pianta di ulivo di cui è ricca la zona. A conferma di tale tesi vi sono due documenti, l’uno del 1095 e l’altro del 1131, nei quali il paese viene citato rispettivamente con la denominazione Olibola e Olivola. Fortificato con un imponente castello agli inizi del secolo XII, durante la dominazione normanna il luogo appartenne a Guglielmo di Principato, della stirpe degli Altavilla. Successivamente, poco dopo il 1300, il feudo di Auletta fu acquistato dalla famiglia dei Gesualdo, che lo tennero fino alla morte di Lavinia Ludovisi allorché fu venduto a Vitilio Paolo di Caggiano. Nel 1659 la signoria del paese passò ai Di Gennaro e, infine, alla famiglia albanese degli Scanderbeg. Da vedere la chiesa parrocchiale di S. Nicola di Mira, quella di S. Maria delle Grazie (XV sec.) e il Castello Marchesale che fu prima della famiglia Gesualdo e successivamente della nobile famiglia albanese Castriota - Scanderbeg (risalente al XII secolo e rifatto nel ‘600). Da non perdere anche il Museo MIDA.

Le immagini

La stazione ad ottobre 2006

La stazione come appariva nel 2002

La stazione nel 1974 con un incrocio fra un convoglio straordinario con alla testa la 625.042 ed una tripla di ALn.556; si noti il fabbricato viaggiatori preesistente al terremoto del 1980 (per gentile concessione del sito www.photorail.it)

Ancora una visione della stazione ad ottobre 2006 con i due binari di transito e, sulla destra, il tronchino ormai sepolto per lo scalo merci

La rampa di accesso alla stazione, sepolta dalla vegetazione

Ancora una foto del 2002 con il marciapiede del primo binario ed il fabbricato viaggiatori all'epoca già vandalizzato

Il cartello sulla Statale 19 che ancora segnala la stazione di Auletta

Il casello al km. 16+189 poco prima della stazione di Auletta

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