Le stazioni

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Stazione di MONTELLA (Av)

Ferrovia Avellino - Lioni - Rocchetta Sant'Antonio

Storia e descrizione del sito

La stazione di Montella è ubicata sull'ex circumvallazione del paese, oggi in pratica nella parte bassa del paese. Si tratta di una delle stazioni maggiormente frequentate nel passato sia per il traffico viaggiatori sia per le merci. In particolare lo scalo merci serviva la retrostante industria di legnami che spediva legno in diverse località. Con la contrazione del traffico ferroviario, i viaggiatori hanno cominciato a servirsi sempre più degli autobus e la stazione ha subìto il medesimo destino di tante altre della linea. Un duro colpo è stato soprattutto il terremoto del 1980 che fece crollare la stazione. Pertanto si provvide alla costruzione di due prefabbricati: il primo per i viaggiatori, il secondo che ospitava la dirigenza. Nell'occasione venne anche abolito di fatto lo scalo merci, sebbene restarono diversi binari tronchi ancora attivi. Dai primi anni novanta la stazione è impresenziata. Fino al 12 dicembre 2010 tutti i treni in orario effettuavano fermata in questo luogo. Dal 12 dicembre 2010 la fermata è soppressa a seguito della sospensione del servizio ferroviario. Fermano al bivio stazione i due collegamenti autobus tra Avellino e Lioni e viceversa.

Dati tecnici

  • Situazione del sito: fermata soppressa dal 12 dicembre 2010 per il servizio ferroviario
  • Centri abitati serviti: Montella; Chiesa-Museo di San Francesco a Folloni (1 km)
  • Altitudine: 522 m. sul livello del mare
  • Distanza da Avellino: 43,908 km
  • Distanza da Rocchetta Sant'Antonio: 74,812 km
  • Numero binari in uso: 2
  • Altri binari non più in uso: diversi tronchini per lo scalo merci
  • Accessibilità: buona con strada asfaltata
  • Parcheggio auto: piazzale all'esterno della stazione
  • Indicazioni stradali: presenti
  • Trasporti pubblici per il centro: autobus sulla strada provinciale (a 300 m) che collega Montella a Bagnoli Irpino e Laceno
  • Altri servizi in stazione: nessuno
  • Possibilità di sviluppo futuro: La stazione, grazie alla vicinanza col centro abitato, avrebbe grosse potenzialità di sviluppo. Ma naturalmente è necessario provvedere ad una buona integrazione con il trasporto su gomma. Per esempio, per la maggiore accoglienza e per la presenza di un piazzale all'esterno, la stazione potrebbe essere l'interscambio con un servizio di bus per il Laceno. Sulla stessa strada per il Laceno, a circa un km, vi è un ulteriore attrattiva costituita dalla chiesa museo di San Francesco a Folloni che ospita diverse opere d'arte salvate da chiese ed edifici distrutti dal sisma dell'80. Ed ancora la zona ha una grossa valenza gastronomica, sia per la raccolta della castagna, rinomata in tutto il mondo, sia per la lavorazione casearia con aziende che producono deliziosi formaggi e latticini. Insomma la stazione avrebbe tutte le carte in regola per uno sviluppo in piena regola.

Turismo

Montella ha antiche origini come testimoniano alcuni reperti risalenti a qualche millennio prima di Cristo. La zona fu poi abitata anche in epoca romana. In epoca longobarda Montella fu sede di un importante gastaldato, data la sua collocazione strategica tra il beneventano e il salernitano. Lo dimostra la costruzione, che oggi è purtroppo solo un rudere, detta la "Rotonda", per la sua funzione di posto di guardia.
Con la venuta dei Normanni il gastaldato fu mutato in contea, passando da un signore all'altro. Nel 1222, frate Francesco d'Assisi, durante il suo viaggio di ritorno dal Santuario di S. Michele Arcangelo del Gargano, si fermò nei pressi di Montella, nel bosco di Folloni, e decise di lasciare alcuni frati perché edificassero un romitorio e col loro operato convertissero i ladri che infestavano il bosco. Sorse così il monastero di S. Francesco a Folloni che tutt'oggi partecipa in maniera attiva alla vita della comunità. Successivamente il territorio di Montella subì le vicende della storia del meridione, passando ancora da un signore all'altro.

Da visitare il Castello del Monte dell'VIII-IX secolo, il Mulino Comunale del 1565 con il Ponte omonimo o "della lavandara" costruito dai romani, la Collegiata di Santa Maria del Piano - detta "Chiesa Madre" - del cinquecento, il pittoresco Santuario del S.S. Salvatore del cinquecento, La Chiesa della Madonna della Neve seicentesca. E poi il Convento di S. Francesco a Folloni fu fondato nel 1222, quando, secondo la tradizione, il Santo di Assisi, sostò durante il viaggio per recarsi in Puglia. I vari periodi storici successivi hanno apportato ampliamenti e modifiche: vi è, infatti, un chiostro del periodo rinascimentale. L'antica chiesa fu inglobata da una costruzione del XVII secolo. Il ricco portale è del 1567. L'interno è a una sola navata a croce latina con cappella a sfondo. Di rilievo è la tomba di Diego Cavaniglia, costruita nel 1500 dal fiorentino Jacopo della Pila ed una porta lignea ben scolpita. Il pavimento della chiesa è di maioliche con motivi stellari, risalente alla fine del 1700. Presso il Monastero trova ospitalità il Museo gestito dalla Soprintendenza per i Beni Ambientali, Architettonici, Artistici e Storici.

Le immagini

La stazione di Montella (Av) in orario serale

ALn668 in transito nella stazione.

ALn668 per l'ultima corsa per Avellino in orario tardo pomeridiano

La stazione nel 1936 con un convoglio trainato da una 740 in arrivo sul binario 2

La stazione negli anni '50 con una ALn56 in sosta

Ancora la stazione negli anni '50

Foto d'epoca dal sito www.montella.eu

Foto d'epoca dal sito www.montella.eu

Foto d'epoca dal sito www.montella.eu

Viaggiatori in arrivo alla stazione di Montella, scena non troppo consueta...

La sala d'aspetto della stazione vandalizzata.

Gregge di capre in transito nella stazione. La bassissima frequenza dei convogli consente di godere anche questo spettacolo.

I binari di stazione con il sovrappasso ormai in disuso e, sulla destra, un locomotore da manovra semidistrutto ed abbandonato in questa stazione.

La Chiesa col Museo di San Francesco a Folloni.

Cassano Irpino

 

Bagnoli Irpino

Per informazioni:info@lestradeferrate.it