LA FERROVIA CANCELLO - AVELLINO - BENEVENTO e diramazioni CODOLA - NOCERA INFERIORE e SARNO - SALERNO via Bivio Santa Lucia

Stazione di SARNO (SA)

La stazione di Sarno ha subito negli ultimi anni un rinnovamento con ampliamento a seguito dell'apertura della nuova linea per Salerno via Bivio Santa Lucia. Originariamente la stazione fu inaugurata il 16 gennaio 1856 a doppio binario, con un passaggio a livello posto quasi al centro della stessa. Questa conformazione rimase tale fino ad una decina di anni fa, quando il raddoppio della linea e la costruzione della nuova linea per Salerno via Bivio Santa Lucia, fece di Sarno un vero e proprio nodo. Inoltre la costruzione di un sottopasso consentì anche l'abolizione del passaggio a livello che tagliava in due la stazione. La nuova stazione si presenta con quattro binari per il servizio viaggiatori, oltre ad un nuovo scalo merci. Sarno è anche diventata capolinea di alcuni convogli per Codola. All'esterno, il piazzale, oltre ad un capiente parcheggio, ospita diverse linee di autobus per i centri vicini.

Dal 9 settembre 2012 il servizio ferroviario per Codola è stato sospeso e la stazione di Sarno ha pertanto perso la sua funzione di bivio.

Situazione del sito fermata per servizi locali - biglietteria disabilitata

Ubicazione (freccia verde)

Indirizzo Corso Vittorio Emanuele - Sarno (SA)


Visualizzazione ingrandita della mappa

Zone servite Sarno
Altitudine 22 metri slm
Distanza da Cancello 27+625 km
Numero binari esistenti 4 binari passanti per il servizio viaggiatori serviti da marciapiede
Accessibilità ottima - stazione segnalata
Servizi in stazione bar
Parcheggio auto all'esterno della stazione
Altri mezzi pubblici in loco autobus dall'esterno della stazione per diverse destinazioni dei dintorni
Un articolo di Michele Ferrara sui 150 anni della linea Nola - Sarno

16 Gennaio 1856 - 16 Gennaio 2006: 150° ANNIVERSARIO DELLA FERROVIA " NOLA – SARNO" di Michele Ferrara (A.C.S.F. Attività Museali)

Gli anni intorno al 1850 segnarono l’avvicinarsi ineluttabile della fine del Regno dei Borboni e di Ferdinando II. I segnali che facevano presagire il fatale epilogo erano piuttosto allarmanti. Gi° si era consumato lo sfortunato sbarco a Sapri di Pisacane e dei suoi eroici Trecento. Il Cilento percorso dal sangue dei rivoltosi. Il tempo dello sbarco dei mille e di Garibaldi a Marsala si avvicinava velocemente. La stessa morte del Sovrano giunta prematura il 22 maggio 1859 fu un duro colpo per il Regno.

Nel contempo questo periodo fu di un incredibile splendore. Almeno nella valle del Sarno. A Scafati una fabbrica tessile già nel 1837 dava occupazione ad ottocento operai. Ad Angri, nel 1848, un altro stabilimento di tessitura dava lavoro a milleduecento persone (Angri in quegli anni contava appena 5000 abitanti). Ma soprattutto a Sarno si realizzò il "miracolo industriale". Qui dalla Svizzera, dalla Francia e dall'Inghilterra, giunsero tecnici come i Turner, i Franchomme, i Buchy, i Strangmann ed i Glarner, che insieme ai Siciliano ed ai Robustelli, nostri conterranei sarnesi, tirarono su stabilimenti tessili e canapieri per oltre diecimila occupati. Sarno fu definita la Liverpool del Mezzogiorno. La sola Buchy occupava oltre duemila operai. Questo "miracolo” fu possibile anche per una lungimirante politica dei trasporti. Ferdinando II aveva intuito l’importanza strategica del trasporto su "strada ferrata". L'invenzione della macchina a vapore e della rotaia veniva così sperimentata anche in Italia. Il 3 ottobre 1839 con l'inaugurazione della prima ferrovia d'Italia, la mitica Napoli - Portici, aveva avuto inizio anche da noi l'epopea ferroviaria. Nel maggio dei 1841 si prosegui fino Torre dei Greco e nel maggio di tre anni dopo nel 1844 si giunse fino Nocera. In meno di cinque anni la linea Napoli - Nocera era completata. I manufatti delle fabbriche di Torre, Scafati, Angri e di Nocera venivano portate direttamente nel porto di Napoli e di là inoltrati per tutte le destinazioni. La costruzione della rete ferroviaria nella nostra Regione era solo all'inizio. Presto le località più significative come Castellammare, Gragnano, Acerra, Capua, Nola, Palma e finalmente Sarno venivano raggiunte dal ferro delle rotaie e dal vapore delle fumose locomotive.

16 Gennaio 1856: La prima locomotiva arriva a Sarno.

"Memorabile giorno, degno di essere scritto a lettere d’oro nelle cronache cittadine, quello del 16 gennaio 1856”. Così lo Storico ricorda il giorno dell'arrivo a Sarno della prima locomotiva.
E così descrive quella splendente giornata di quel lontano freddo inverno. "Sarno esultava, mille e mille bandiere garrivano al vento da ogni balcone, da ogni finestra. Dal Castello colpi di mortaretti. Musiche per le vie rigurgitanti di popolo in festa. İl treno entrò lucido d'acciaio e di ottoni, fumando, strepitando, nella stazione nuova, fra le commosse acclamazioni d'innumerevole folla. Tutte le autorità erano sul posto; v'era anche il Vescovo Mr. Fertitta. Da una intonata orazione il Re veniva fuori aureolato di saggezza, di bontà, di sapienza”.
Così la prima locomotiva, annunciata all’orizzonte da una densa nuvola di fumo nero e dal penetrante modulato fischio, entrava, solenne, nella “novella” Stazione. Aveva percorso i ventisette chilometri che la separano da Cancello in appena mezz'ora. E lo stupore della gente festante, giunta da ogni dove, era grande. La Stazione odorante ancora di pittura fresca si presentava nelle sue linee semplici ed essenziali. Addobbata con festoni e bandiere di ogni foggia e colori presentava al vasto pubblico acclamante il proprio organico al completo: il Capo Stazione, un Ricevitore, un Guardiamagazzino, due Commessi e due Controllori di porte, tutti eleganti nelle nuove marziali divise.
Nel piazzale, sostante su uno dei due binari, la locomotiva, una “Buddicom” di costruzione inglese del 1843, diretta erede della mitica “Bayard” della Napoli-Portici del 1839, dava spettacolo di sé esibendosi, come prima donna, in grandi sbuffi di vapore bianco. Tutto intorno una folla entusiasta tenuta a rispettosa distanza da un baffuto ed annerito fuochista.
La Stazione “borbonica” aveva resistito al tempo ed ai furiosi bombardamenti dell’ultima guerra. Finché, dopo centocinquanta anni, veniva abbattuta per far posto al doppia binario ed alla moderna nuova Stazione. Di essa si conservano gelosamente alcuni reperti nel Museo Ferroviario all’aperto del Parco Fienga.

Le immagini

L'esterno della stazione

Servizio autosostitutivo all'esterno della stazione

L'interno della stazione

L'interno della stazione

Minuetto elettrico in servizio regionale fra Salerno e Caserta, in sosta nella stazione

ALn668.1821 in servizio regionale fra Sarno e Codola nel 2008 quando ancora era attivo il collegamento

I binari in direzione Salerno

I binari in direzione Cancello

Il punto dove la linea per Codola (in primo piano a singolo binario) dirama da quella per Salerno (in secondo piano a doppio binario)

Mezzi di servizio in sosta nella stazione

Viadotto della linea per Salerno poco oltre la stazione di Sarno, con una ALn668 in arrivo

La stazione originaria in una foto d'epoca (per gentile concessione di Marcello Ferrara)

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